Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

Treviso, 7 ottobre 2021 - C'è chi girava con un potente suv Maserati. E chi aveva centrato una maxi vincita da un milione di euro. Ma nonostante questo avevano chiesto il reddito di cittadinanza. E' quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Treviso che al termine di una complessa e meticolosa inchiesta ha denunciato 116 persone con l'accusa di aver percepito illecitamente il reddito di cittadinanza per un importo complessivo stimato in circa 700mila euro.

L'indagine, svolta in collaborazione con l'Inps e con la Regione del Veneto, ha concentrato il controllo sulla veridicità dei dati contenuti nelle autodichiarazioni di coloro i quali hanno richiesto e ottenuto il sussidio nella Marca.

Per 45 persone, in gran parte cittadini stranieri, la causa della illegittima fruizione del beneficio è dovuta alla mancanza del requisito della residenza, tenuto conto che la legge prevede che il richiedente il sussidio debba essere residente in Italia da almeno 10 anni e che lo sia stato continuativamente negli ultimi due anni.

Poi ci sono, come detto, i casi limite. Alcuni beneficiari sono risultati titolari di conti di gioco online, usati assiduamente per fare scommesse su eventi sportivi, partecipare a tornei di poker o altri giochi. Su tali conti di gioco sono state accreditate, in vari casi, somme di denaro per centinaia di migliaia di euro, incompatibili con uno stato di indigenza economica. Come il caso di due disoccupati: un 54enne di Treviso, che ha vinto 1,6 milioni di euro, e un 48enne di Conegliano che ha incassato 500 mila euro.

O il caso di chi durante la percezione del reddito di cittadinanza ha pensato bene di comprarsi un suv Maserati 'Levante!', un gioiellino dagli 81mila euro in su...

Alle autorità di Treviso sono arrivati anche i complimenti del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà. "Il reddito di cittadinanza - ha ricordato il ministro - è una misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle per aiutare le persone oneste: solo nel 2020, ha sostenuto 1,8 milioni di famiglie e 3,7 milioni di cittadini".  D'Incà ha poi aggiunto: "Chi lo ha percepito in modo illecito è soggetto a sanzioni penali: l'incessante lavoro degli investigatori va nella giusta direzione e mi auguro che anche i cittadini possano dare il loro contributo, segnalando chi approfitta di questo sostegno senza averne il diritto".