Sono 13 i piani di rilancio ricevuti da Bruxelles entro la scadenza del 30 aprile, compreso quello dell’Italia. Gli altri arriveranno tra qualche giorno, un vantaggio per quelli arrivati per primi: i loro documenti sono già in fase di esame ed è facile siano poi in pole position per ricevere i fondi.

Sebbene tutti rispecchino le stesse priorità, alcuni hanno puntato di più sulla transizione verde, come la Danimarca che ha destinato quasi il doppio del necessario, altri sul digitale, come la Germania