ASTI Morire a 13 anni per i botti esplosi a Capodanno. È successo ad Asti, nel campo nomadi in via Guerra dove il piccolo Haj stava salutando il 2021 insieme alla famiglia. La mezzanotte era passata da pochi minuti quando, secondo una prima ricostruzione, è rimasto ferito all’addome dopo lo scoppio...

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Morire a 13 anni per i botti esplosi a Capodanno. È successo ad Asti, nel campo nomadi in via Guerra dove il piccolo Haj stava salutando il 2021 insieme alla famiglia. La mezzanotte era passata da pochi minuti quando, secondo una prima ricostruzione, è rimasto ferito all’addome dopo lo scoppio di una batteria di petardi. La corsa in ospedale è stata rapida ma inutile: il tredicenne vi è arrivato in stato di arresto cardiaco. Nel presidio sanitario astigiano si sono verificati momenti di tensione. I parenti, dopo avervi portato il ragazzino ormai in condizioni disperate, avrebbero voluto vederlo ancora. Non era possibile.

Così hanno sfogato dolore e rabbia danneggiando alcuni arredi, una porta scorrevole, le ruote di una barella, un lavandino e dei divisori nel parcheggio esterno. Per riportare la calma sono intervenuti i carabinieri, poi coadiuvati dalla polizia. Sul corpo è stata disposta l’autopsia, uno dei primi atti dell’inchiesta avviata dalla procura di Asti. Al momento dell’incidente, secondo i primi accertamenti, i genitori non erano vicini al figlio. L’ipotesi che a ferire il ragazzo fosse stato un proiettile vagante sparato durante il brindisi è stata accantonata: non c’erano tracce di sangue. Il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, è andato nel campo nomadi per le condoglianze. Lo scorso agosto dopo un sopralluogo il questore Sebastiano Salvo aveva definito le condizioni del campo di una "insalubrità intollerabile". Nel bilancio del Capodanno in Italia da registrare anche 79 feriti.