di Marianna Vazzana "Non mi sono accorto di nulla". Così ha risposto agli inquirenti l’agricoltore alla guida del mezzo che ha travolto le due donne trovate morte sabato sera in un campo di mais di San Giuliano Milanese, a sud di Milano, Hanan Nekhla, marocchina che avrebbe compiuto 32 anni il 28 luglio, e Sara El Jaafari, connazionale di 28 anni. L’uomo sarà iscritto nel registro degli indagati oggi dalla Procura di Lodi, con ipotesi di reato di duplice omicidio colposo. "Si tratta per lo più di un atto dovuto per dar luogo agli accertamenti necessari", spiega il procuratore di Lodi Domenico Chiaro. "È stato un incidente. Purtroppo ora è sconvolto", dice il fratello del giovane che lavora nell’azienda agricola di famiglia a Lacchiarella, nel Milanese. L’inchiesta non è chiusa: si cercano eventuali altre persone che potrebbero aver...

di Marianna Vazzana

"Non mi sono accorto di nulla". Così ha risposto agli inquirenti l’agricoltore alla guida del mezzo che ha travolto le due donne trovate morte sabato sera in un campo di mais di San Giuliano Milanese, a sud di Milano, Hanan Nekhla, marocchina che avrebbe compiuto 32 anni il 28 luglio, e Sara El Jaafari, connazionale di 28 anni. L’uomo sarà iscritto nel registro degli indagati oggi dalla Procura di Lodi, con ipotesi di reato di duplice omicidio colposo. "Si tratta per lo più di un atto dovuto per dar luogo agli accertamenti necessari", spiega il procuratore di Lodi Domenico Chiaro. "È stato un incidente. Purtroppo ora è sconvolto", dice il fratello del giovane che lavora nell’azienda agricola di famiglia a Lacchiarella, nel Milanese. L’inchiesta non è chiusa: si cercano eventuali altre persone che potrebbero aver trascorso la notte con le due donne, magari ancora presenti sul luogo al momento dell’impatto. "Trovate chi era con loro", è l’appello di Miriam Sekka, la cugina di Hanan che ha denunciato la scomparsa della parente sabato mattina.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la macchina che l’agricoltore guidava, definita "trampolo" dagli addetti ai lavori, utilizzata per spargere insetticidi, supera i 4 metri d’altezza e rende difficile vedere il suolo dalla sua cima. Venerdì mattina, il "trampolo" era proprio in quella distesa di mais, su richiesta dell’azienda agricola proprietaria di quel terreno, mentre sabato sera, al momento del ritrovamento dei corpi si trovava a Pavia (nel ricovero abituale) ed è stato sequestrato per controllare la presenza di eventuali tracce biologiche delle ragazze e segni che potranno confermare o meno l’ipotesi investigativa. L’allarme era scattato venerdì mattina, attorno alle 11, con una chiamata al 112: una donna, presumibilmente Sara El Jaafari, come è stato poi ricostruito, parlando in arabo aveva detto che lei e la sua amica erano state investite da una mietitrebbia in un campo di mais al confine con San Donato Milanese, che lei era rimasta ferita e che l’altra donna era morta. Pochi secondi, poi la conversazione si è interrotta e l’utenza non è più tornata raggiungibile.

La donna non era riuscita a dare un riferimento preciso ma aveva più volte nominato Rogoredo. I carabinieri della Compagnia di San Donato, guidati dal capitano Luca Ciravegna, hanno cominciato subito le ricerche con l’ausilio degli elicotteri del 118 e del 2° Nucleo elicotteri carabinieri di Orio al Serio, nella zona in cui era stato localizzato lo smartphone. Poi la Prefettura di Milano si è attivata con il piano di ricerca persone scomparse che ha coinvolto carabinieri, vigili del fuoco con unità cinofile e Protezione civile. Alle 19.50 di sabato, in un campo di mais che costeggia la tangenziale Ovest, sono stati trovati i corpi esanimi delle due donne, entrambe con indosso abiti estivi. La trentunenne aveva con sé i documenti, mentre la più giovane no. Da un primo esame sui corpi sono emersi segni di "trascinamento e schiacciamento" compatibili con un investimento, anche se la certezza delle cause di morte si potrà avere solo con l’autopsia, prevista per oggi con anche gli esami tossicologici. Il mezzo agricolo le avrebbe travolte mentre erano in un giaciglio dove verosimilmente avevano trascorso la notte. Secondo quanto emerso, Hanan Nekhla viveva a Treviglio e si era spostata per far visita ad alcuni parenti in provincia di Varese, giovedì sera. Poi era uscita con Sara, una sua amica che viveva invece a Milano, per trascorrere la serata con altri due giovani connazionali, di San Donato. Le due si conoscevano da alcuni mesi. Nell’accampamento improvvisato sono state trovate delle coperte, tracce di consumo di stupefacenti, in particolare una stagnola, alcol e alcuni cellulari, "sicuramente più di uno", hanno spiegato i carabinieri. Hanan Nekhla e Sara El Jaafari erano in compagnia di qualcuno? Se al momento dell’impatto ci fossero state altre persone, queste avrebbero potuto allertare i soccorsi e guidarli fino al punto della disgrazia, accelerando l’intervento. È trascorso un giorno e mezzo dalla richiesta di aiuto al ritrovamento dei corpi. Hanan sarebbe morta quasi sul colpo. Sara ha avuto il tempo di telefonare ma ha perso a poco a poco le forze.