La conferenza stampa in procura a Prato (Attalmi)
La conferenza stampa in procura a Prato (Attalmi)

Prato, 20 gennaio 2015 - Visto turistico, un alloggio e il prima possibile un lavoro: è quanto prometteva, al costo di 14mila euro a immigrato, una coppia di coniugi cinesi insieme a un terzo complice ai connazionali che volevano lasciare la patria per venire a vivere a Prato. È quanto emerso da un'indagine della squadra mobile pratese, diretta da Francesco Nannucci,  che ha portato ora all'arresto di marito e moglie, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Destinatario della misura anche un terzo orientale che la polizia sta ricercando. L'inchiesta, coordinata dal procuratore facente funzione Antonio Sangermano e dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri, è partita  da una violenta rissa scoppiata nell'aprile scorso in un appartamento di via Nistri dove alcuni cinesi rimasero feriti. L'aggressione a colpi di spranghe e bastoni fu ripresa da una telecamera. Nell'agosto scorso, invece, ci fu un'altra rissa sempre in via Nistri, ma per strada. Gli investigatori hanno intercettato i telefoni e seguito le mosse della coppia di cinesi, Kaiji Gong di 40 anni e Shulan Sun di 45,  fino all'arresto avvenuto il 29 dicembre scorso. Gli inquirenti hanno accertato che entrambe le risse sono scoppiate per motivi di soldi: alcuni cinesi arrivati in Italia tramite la coppia non aveva saldato il debito. Un uomo fu rinchiuso in una stanza dell'appartamento di via Nistri e minacciato se non avesse restituito i soldi.

I tre sono stati accusati di gestire un traffico di orientali che dalla Repubblica Popolare cinese che conduceva uomini e donne a Prato, dove veniva promesso loro un lavoro ed un alloggio. E negli appartamenti degli arrestati dove la polizia ha fatto irruzione sono stati trovati 21 cinesi senza documenti: per gli investigatori sarebbero arrivati a Prato dietro pagamento e grazie all'organizzazione messa in piedi dagli indagati. L'indagine ha permesso di accertare come la coppia, che aveva due appartamenti in città in via Marianna Nistri, pianificasse viaggi dalla Cina verso Prato garantendo ai paganti una serie di opportunità: un visto turistico per muoversi liberamente nei giorni del viaggio, un alloggio ed un lavoro appena si fossero verificate le condizioni.

Il costo del 'bigliettò era di 14 mila euro a testa, così è stato appurato grazie alla collaborazione di tre cinesi arrivati a Prato con questo metodo. Una cifra che poteva anche non essere pagata per intero al momento della partenza dalla Cina: molti, è stato spiegato, saldavano una parte al momento della prenotazione e il resto una volta in Italia, magari con parte dei proventi del lavoro trovato. Dalle indagini è emerso anche che la coppia si era resa responsabile di alcuni episodi estorsivi nei confronti dei connazionali che dovevano loro ancora soldi. I due arrestati sono accusati di estorsione aggravata, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e sequestro di persona. Per gli inquirenti ci sarebbero altri organizzatori di viaggi dalla Cina a Prato.