Il piccolo Eitan in primo piano insieme con i genitori e il fratellino, tutti deceduti nella tragedia
Il piccolo Eitan in primo piano insieme con i genitori e il fratellino, tutti deceduti nella tragedia
di Manuela Marziani Dopo aver perso i genitori nel disastro della funivia del Mottarone, la vita di Eitan Biran, il bambino di 6 anni unico sopravvissuto nello schianto del 23 maggio scorso, è stata di nuovo sconvolta. Il piccolo è stato infatti portato in Israele dal nonno materno che, venuto a Pavia per incontrarlo, non lo ha riconsegnato ieri pomeriggio alla zia Aya alla quale è stato affidato dopo la tragica scomparsa di mamma Tal Peleg, 26 anni, di papà Smit Biran, 30 anni,...

di Manuela Marziani

Dopo aver perso i genitori nel disastro della funivia del Mottarone, la vita di Eitan Biran, il bambino di 6 anni unico sopravvissuto nello schianto del 23 maggio scorso, è stata di nuovo sconvolta. Il piccolo è stato infatti portato in Israele dal nonno materno che, venuto a Pavia per incontrarlo, non lo ha riconsegnato ieri pomeriggio alla zia Aya alla quale è stato affidato dopo la tragica scomparsa di mamma Tal Peleg, 26 anni, di papà Smit Biran, 30 anni, del fratello Tom di appena 2 anni, e dei bisnonni Itashak Cohen, di 81 anni, e Barbara Konisky, di 71. Dopo un lungo ricovero all’ospedale Regina Margherita di Torino, mentre si stava riprendendo seguito dagli psicologi, Eitan è stato affidato alla zia paterna Aya Biran, medico 41enne che vive a Travacò Siccomario, nel Pavese, insieme al marito Or Nirko e due figlie che frequentano la stessa scuola di Eitan, l’istituto delle Canossiane. Un percorso difficile di ripresa, messo in crisi dalla battaglia legale che si è scatenata sull’affidamento del piccolo. Tre mesi dopo la tragedia, infatti, il ramo materno della famiglia che vive tuttora in Israele aveva avanzato un’istanza per l’affidamento del bambino. E in un incontro pubblico con la stampa, i parenti materni, in lacrime, avevano rivendicato il ritorno in patria del bimbo, che prima del disastro in quella gita domenicale viveva a Pavia insieme a mamma e papà.

A lanciare per primo l’allarme, ieri pomeriggio, è stato Amos Dor, amico intimo di zia Aya: "Questa mattina (ieri mattina ndr) Shmuel Peleg, il nonno, è venuto a trovare Eitan, una visita concordata e organizzata in anticipo. Avrebbe dovuto riportare Eitan ad Aya intorno alle 18.30, cosa che non è invece avvenuta". A quel punto la zia si è immediatamente recata in Questura a Pavia per segnalare la scomparsa del bambino.

Nella tarda serata il terribile presentimento ha trovato conferme nelle parole di Milo Hasbani, presidente della comunità ebraica di Milano: ""Ho avuto riscontro che il bambino è arrivato in Israele".

La vicenda è destinata a toccare inevitabilmente l’ambito delle relazioni diplomatiche fra Roma e Tel Aviv. Se il ministero degli Esteri israeliano si è limitato in serata a parlare di verifica "della fondatezza delle informazioni", per l’avvocato della zia, Armando Simbari, la sottrazione del minore è avvenuta "in violazione dei provvedimenti dell’autorità italiana. Si configura il sequestro di persona".