Cantieri stradali, lavori sulla E45 in Umbria
Cantieri stradali, lavori sulla E45 in Umbria

Roma, 24 luglio 2021 - Siamo nel pieno dell'esodo estivo. L’Anas ha annunciato di aver rimosso 435 cantieri sugli 800 che attraversano i suoi 30mila chilometri di rete (qui invece trovate l’elenco di quelli inamovibili, https://www.stradeanas. it/it/piani.interventi). Un regime che durerà fino al 5 settembre. Intanto: oggi e domani divieto di transito dei mezzi pesanti, rispettivamente dalle 8 alle 16 e  dalle 7 alle 22.

Sorvegliati speciali per traffico intenso i principali itinerari turistici: la A2 'Autostrada del Mediterraneo' che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 Jonica e 18 Tirrena Inferiore in Calabria; le autostrade A19 Palermo-Catania e A29 Palermo-Mazara del Vallo in Sicilia; la strada statale 131 Carlo Felice in Sardegna; la statale 148 Pontina e la SS7 Appia nel Lazio; l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana, Emilia Romagna e collega il nord est con il centro Italia; le direttrici SS1 Aurelia (Lazio, Toscana e Liguria), SS16 Adriatica (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto). Infine al nord i raccordi autostradali RA13 ed RA14 in Friuli Venezia Giulia verso i valichi di confine, la SS36 del Lago di Como e dello Spluga in Lombardia, la SS45 di Val Trebbia in Liguria, la SS26 della Valle D’Aosta, la SS309 Romea tra Emilia Romagna e Veneto e la SS 51 di Alemagna in Veneto.

Matteo Castiglioni, direttore operation e coordinamento territoriale. Cosa s'intende per cantieri inamovibili?

"Come dice la parola, sono i  cantieri che non si possono  rimuovere. Per esempio sulla E45 stiamo rifacendo l’impalcato di un ponte,  le travi sono state demolite per essere sostituite. Un’operazione lunga, era impensabile riuscire a concluderla in tempo per l’esodo estivo. Questo è un esempio di cantiere inamovibile. Che non può essere ripiegato per la stessa natura dei lavori".

Il vostro contratto di programma quinquennale vale 29,9 miliardi. Ne spendete 19,9 per la manutenzione, 14 per le nuove opere. Normale?

"Sì. Perché all’inizio degli anni Duemila con la legge obiettivo si puntava a potenziare le infrastrutture. Abbiamo avuto 15 anni di grandissima attività. Esaurita quella spinta, ci siamo resi conto che c’era bisogno di mantenere anche il patrimonio esistente. Ricordo che le opere sono state costruite negli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta". 

Le autorizzazioni per i cantieri richiedono qualche mese rispetto ai due anni per le nuove opere.  Gli automobilisti hanno la percezione del rattoppo continuo. Che vita ha in media l’asfalto di una strada sottoposta anche al traffico pesante, come la E45 che è sempre stata sotto i riflettori della cronaca per le sue buche?

"In effetti, quando gli investimenti per la manutenzione erano più contenuti,  su quella strada banalmente tappavamo le buche. Ma è come mettere una pezza ai pantaloni di un bambino che si è sbucciato le ginocchia. Grazie agli investimenti a disposizione, in questo momento stiamo rifacendo integralmente il pacchetto di pavimentazione. Che risale agli anni Sessanta-Settanta, quando è stata costruita la strada".

E che vita ha quel pacchetto?

"Una vita di 30, 40, 50 anni, si tratta ovviamente di un'attività molto più impegnativa. Invece lo strato superficiale di usura dura per  5-10 anni".

Ha citato un ponte della E45. L'8 aprile 2020 è crollato quello sul Magra, ad Aulla. Il lockdown ha evitato vittime, ce ne siamo dimenticati in fretta. Quando sarà riaperto al traffico?

"Secondo il programma dei  lavori definiti, entro marzo 2022".

Per quel ponte ci furono segnalaziomi, l’Anas rispose, non ci sono problemi. Sulla base di quell’esperienza, com’è cambiata la verifica sul vostro patrimonio? Avete rivisto le modalità?

"Le segnalazioni non avevano nulla a che fare con quello che poi è successo. Il ponte di Aulla ha una storia particolare. La statale 330 è una delle strade di rientro che abbiamo ereditato dalle Province, nel 2018. Ovviamente, la conoscenza di un ponte e della sua storia si  costruisce nel tempo. Il nostro sistema  prevede cinque ispezioni all'anno. Stesso approccio sulle gallerie. Ma nessuno di noi poteva immaginare, e questo lo hanno chiarito le commissioni d’indagine, che la spalla lato Caprigliola si fosse spostata di 21 centimetri nel corso di lustri. Nessuno di noi poteva immaginare che la pila numero uno fosse stata scalzata di qualche metro nel corso di lustri".

Si è scritto di un crollo annunciato, il processo chiarirà. Ma dopo Aulla, cosè cambiato nel vostro sistema?

"Ad aprile abbiamo ripreso anche 3.100 chilometri di strade e 1.500 ponti. Prima del verbale di consegna con le Province di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, abbiamo ispezionato direttamente noi le opere. Perché loro non hanno i mezzi economici per intervenire".