di Michele Pusterla PIURO (Sondrio) Il desiderio di farsi un selfie pagato al prezzo della vita, persa a soli 42 anni, mentre il fidanzato piemontese di 36 anni che ha cercato invano di salvarla, afferrandola per un braccio, è stato trascinato a sua volta nel vuoto e poi ricoverato nell’ospedale di Gravedona, procurandosi una frattura alle vertebre. Si è consumata in...

di Michele Pusterla

PIURO (Sondrio)

Il desiderio di farsi un selfie pagato al prezzo della vita, persa a soli 42 anni, mentre il fidanzato piemontese di 36 anni che ha cercato invano di salvarla, afferrandola per un braccio, è stato trascinato a sua volta nel vuoto e poi ricoverato nell’ospedale di Gravedona, procurandosi una frattura alle vertebre.

Si è consumata in una manciata di secondi la tragedia, ieri all’ora di pranzo, alle splendide cascate dell’Acquafraggia, nel territorio di Piuro, in Valtellina. In quel momento tanti turisti, in cerca di un po’ di frescura dall’afa opprimente di una giornata decisamente estiva, hanno assistito, impotenti e in diretta, alla disgrazia. L’allarme è scattato immediatamente.

La vittima, Patrizia Pepè, 42enne residente da quattro anni a Seregno, in provincia di Monza e Brianza, è stata ripescata poco dopo nelle acque del bacino al piede delle cascate dai Vigili del fuoco del comandante provinciale Amedeo Pappalardo; purtroppo, i sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Il compagno, invece, Antonino Ciulla, 36enne originario di Venaria Reale (Torino), una volta recuperato dai pompieri di Mese dalle acque gelide delle cascate, in questi giorni particolarmente impetuose per l’attività di disgelo delle abbondanti nevi in quota, è stato trasportato d’urgenza in ospedale con uno degli elicotteri dell’Areu, l’Agenzia regionale emergenza e urgenza.

"Prima di finire in acqua, dopo un volo di una sessantina di metri, o forse più, hanno probabilmente urtato contro alcuni speroni rocciosi", hanno riferito alcuni testimoni. Il decesso sembra imputabile all’impatto con le rocce, più che a un eventuale annegamento. A fare chiarezza sarà l’autopsia. Di certo, la donna non ha rispettato i divieti di lasciare il sentiero, segnalati da alcuni carteli ben visibili lungo il percorso.