Torture in cella. Il video choc con il pestaggio. Sotto accusa dieci agenti

Reggio Emilia, il detenuto è stato incappucciato, poi denudato e picchiato per 10 minuti. Chiesto il processo per i poliziotti. Ilaria Cucchi: "Enorme dolore vedere queste immagini".

e Daniele Petrone

Incappucciato con una federa di un cuscino e ammanettato, viene spinto lungo il corridoio del penitenziario di Reggio Emilia come un’onda brutale da un branco di agenti. Volano schiaffi e pugni. Poi viene atterrato a pancia in giù. Massacrato di calci e calpestato, mentre un altro continua a stringergli il collo. Gli tolgono i pantaloni, infine lo trascinano e lo lanciano come fosse un sacco dell’immondizia all’interno della cella d’isolamento. Dalla quale scorrerrà poi un fiume di sangue in seguito alle lesioni che si autoinfliggerà con una lametta per poter essere portato all’ospedale. Verrà soccorso molto tempo dopo.

Una sequenza agghiacciante che dura circa una decina di minuti mostrata nel video choc ripreso dalle telecamere di sorveglianza interne della casa circondariale della città emiliana diffuso ieri che mostrano per la prima volta il brutale pestaggio denunciato da un 44enne tunisino detenuto il 3 aprile del 2023. Due giorni fa, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per dieci agenti della polizia penitenziaria accusati, a vario titolo, di tortura e lesioni oltreché di falso. E il 14 marzo dovranno comparire in tribunale per l’udienza preliminare. Nel registro degli indagati erano stati iscritti inizialmente 14 nomi: le restanti quattro posizioni sono state momentaneamente stralciate, in attesa del riesame a cui ha fatto ricorso il pm sulla mancata misura interdittiva applicata invece per dieci di loro a luglio scorso. "Un comportamento brutale, feroce e assolutamente sproporzionato", motivò il giudice. Mentre le difese hanno sempre respinto le accuse parlando di "forza utilizzata solo per affrontare l’insubordinazione del detenuto".

Ma le immagini parlano da sole e scatenano il dibattito politico. "A guardarle, provo un dolore enorme – commenta la paladina dei diritti umani nelle carceri, la senatrice di Sinistra Italiana, Ilaria Cucchi, proprio nel giorno in cui Fabio Anselmo, l’avvocato che l’ha sostenuta nella battaglia per il fratello Stefano e che ora è diventato suo compagno di vita, ha ufficializzato la candidatura a sindaco a Ferrara –. Ho parlato con la famiglia del detenuto, sarò al loro fianco. Sono stata nel penitenziario di Reggio Emilia, proprio in quel corridoio e ho visto situazioni al limite della decenza". Poi una stoccata al governo: "Ringrazio la magistratura che ha avuto il coraggio di chiedere il rinvio a giudizio per l’accusa di torture che qualcuno vuole abolire. Sarà una lotta dura perché parliamo di un processo a persone che rappresentano lo Stato". E infine ammonisce: "Non tutti coloro che indossano la divisa sono così. Spesso ho portato avanti le istanze degli stessi agenti in tante carceri perché vivono in condizioni di esasperazione. Dobbiamo assolutamente lavorare alla cultura dei diritti umani dietro alle sbarre".

Debora Serracchiani, deputata Pd, incalza: "Il ministro Carlo Nordio riferisca alle Camere su questo caso e ci dica se intende eliminare il reato di tortura". Condanna anche da parte del Movimento 5 Stelle: "Immagini gravissime che offendono tutto il corpo di polizia penitenziaria. Una violenza inaccettabile e ancor più grave in quanto a opera di rappresentanti dello Stato che hanno il dovere di tutelare integrità e diritti delle persone. Confidiamo nel corso della giustizia".