Gabriele Canè È come se avessimo trovato finalmente l’interruttore: un tocco e si è accesa la luce. Quella in fondo al tunnel. Incontri gente, e in tanti sono già vaccinati. Una prima dose, nella maggior parte dei casi, ma sufficiente per non morire o non finire in ospedale. Incontri gente, e non aspetta altro che fare AstraZeneca che alla fine sembra essere quello che funziona...

Gabriele

Canè

È come se avessimo trovato finalmente l’interruttore: un tocco e si è accesa la luce. Quella in fondo al tunnel. Incontri gente, e in tanti sono già vaccinati. Una prima dose, nella maggior parte dei casi, ma sufficiente per non morire o non finire in ospedale. Incontri gente, e non aspetta altro che fare AstraZeneca che alla fine sembra essere quello che funziona meglio, o come gli altri vaccini, e costa pure meno. Clicchi sul computer e il sito della Regione si apre, ti risponde, scegli il giorno della iniezione e magari ti tocca pure J&J: un colpo e via. Incontri gente che fa l’aperitivo, che non l’aveva mai fatto, e magari piove e non gli importa niente pur di stare in compagnia: quello che si sarebbe chiamato assembramento fino a pochi giorni fa.

Da domani, o tra pochi giorni, si scivola di un’ora nella notte, e si aprono le porte dei ristoranti che l’anno scorso stavano installando i plexiglass e distanziando i tavoli, prima del contrordine: si mangia solo fuori. Guardi i tg e leggi i giornali e sai che si muore ancora, troppo, che bisogna arrivare a zero. Ma incontri gente e si parla di vita: di andare in vacanza, di mandare i figli a scuola e non in cucina davanti a un computer che prende o perde la linea quando pare a loro. Insomma, non ne siamo fuori, però il clima è cambiato: sotto la mascherina spunta un sorriso, e capita pure di darsi la mano. Capita di vedere anche tante serrande chiuse, le vie di Roma piene di negozi con scritto "affittasi" alle vetrine in cui tre mesi fa c’era il cartello "saldi". Capita a Milano, a Firenze a Bologna. Ma i turisti bussano di nuovo, le prenotazioni arrivano, e il generale Figliuolo sta mantenendo la parola come sanno fare gli uomini in divisa: i vaccini ci sono, e ci saranno anche per i ragazzi sopra i 16 anni. Certo non è finita: prudenza e misura. Ma la luce si è accesa: si chiama fiducia. La benzina migliore per ripartire.