Le nozze tra il cantante Tony Colombo e Tina Rispoli, vedova del boss Gaetano Marino (Ansa
Le nozze tra il cantante Tony Colombo e Tina Rispoli, vedova del boss Gaetano Marino (Ansa

Napoli, 22 gennaio 2020 - Si erano schierati in cinque all’interno del Maschio Angioino e avevano intonato la marcia nuziale di Mendelssohn all’apparire della sposa, Tina Rispoli, che incedeva nel maniero, voluto da re Carlo I e simbolo di Napoli, per impalmare il neomelodico Tony Colombo. Allineati come soldati, con tanto di smoking bianco e lucide trombe recanti un drappo bianco su cui erano effigiati gli anelli nuziali.
I cinque, tutti ispettori e componenti della Banda del Corpo, sono stati ieri licenziati dall’amministrazione carceraria in conseguenza del danno d’immagine che avrebbero arrecato al Corpo della Polizia Penitenziaria partecipando ad un evento legato a personaggi in odore di malavita. Tina, infatti, da giovane aveva sposato Gaetano Marino, detto ‘McKay, fratello di Gennaro il boss fondatore del clan degli ‘scissionisti’ – cartello nato da una costola dei Di Lauro alias ‘Ciruzzo o milionario’ –, freddato con undici colpi di arma da fuoco sul lungomare di Terracina nell’agosto del 2012, all’esterno di uno stabilimento balneare.

Da vedova di camorra, il 27 marzo 2019 aveva indossato un romantico abito bianco stile ottocento, velo in pizzo e gonna simil-crinolina, per andare a sposare il neomelodico nato a Palermo, anche lui un altro matrimonio alle spalle, re di Instagram con oltre 600mila follower. Dopo il sì (per il quale fu spostata all’ultimo momento un’iniziativa anticamorra per evitare imbarazzanti incontri nella location del castello) passeggiata per le strade di Napoli a bordo di un cocchio bianco e banchetto nel castello de La Sonrisa, quello reso celebre dalla trasmissione tv del ‘boss delle cerimonie’.

Dopo la sospensione del Dap, Dipartimento amministrazione penitenziaria, e il sequestro degli strumenti, è arrivata ieri la decisione drastica: perdita del posto di lavoro. I cinque ispettori, tutti residenti in Campania, erano componenti la banda musicale che ha sede a Portici (Napoli), nella più antica scuola di formazione d’Italia della Penitenziaria. A coinvolgerli, verosimilmente dietro compenso, fu un’agenzia che organizza eventi. Quando le immagini delle nozze divennero virali sui social, per gli ispettori sono iniziati i guai. "Siamo certamente dispiaciuti per i destinatari dei provvedimenti. Nel contempo siamo certi che quanto accaduto possa fare da monito per tutti gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria", scrivono in una nota il presidente dell’Uspp, Giuseppe Moretti, e il segretario campano, Ciro Auricchio.

Le nozze avevano fatto scattare anche una indagine della Procura Antimafia di Napoli, in particolare sul concerto andato in scena il 26 marzo in piazza del Plebiscito. Una esibizione registrata nell’apposito ufficio del Comune di Napoli come un flash-mob ma, secondo gli investigatori, senza averne le caratteristiche. Nei giorni scorsi sono stati ascoltati in Procura i due sposi e Claudio de Magistris, fratello del sindaco di Napoli, indagato in quanto sarebbe stato contattato dal cantante al quale avrebbe indicato due membri della segreteria del sindaco per ottenere le autorizzazioni.