di Antonella Coppari I treni partiranno. Parola di Luciana Lamorgese. Il Viminale è tassativo: le manifestazioni sono libere, ma il pubblico servizio non va interrotto e i diritti dei cittadini che vogliono viaggiare devono essere garantiti. "Non saranno ammesse illegalità in occasione delle iniziative di protesta pubblicizzate sulla rete". Toni inusuali per una ministra sempre attenta a evitare tensioni e a tenere in equilibrio fermezza e democrazia. Ora, promette tolleranza zero: controlli rafforzati e stazioni blindate da ieri per evitare che dalle prime ore di stamani, quando scatta l’obbligo di esibire la certificazione verde per salire sui mezzi a lunga percorrenza, si verifichino incidenti. Da Milano a Bologna, da Firenze a Roma, polizia ferroviaria e Digos impediranno qualsiasi tentativo di no vax e no Green pass di occupare i binari e...

di Antonella Coppari

I treni partiranno. Parola di Luciana Lamorgese. Il Viminale è tassativo: le manifestazioni sono libere, ma il pubblico servizio non va interrotto e i diritti dei cittadini che vogliono viaggiare devono essere garantiti. "Non saranno ammesse illegalità in occasione delle iniziative di protesta pubblicizzate sulla rete". Toni inusuali per una ministra sempre attenta a evitare tensioni e a tenere in equilibrio fermezza e democrazia. Ora, promette tolleranza zero: controlli rafforzati e stazioni blindate da ieri per evitare che dalle prime ore di stamani, quando scatta l’obbligo di esibire la certificazione verde per salire sui mezzi a lunga percorrenza, si verifichino incidenti. Da Milano a Bologna, da Firenze a Roma, polizia ferroviaria e Digos impediranno qualsiasi tentativo di no vax e no Green pass di occupare i binari e proteggeranno gli addetti alle verifiche dei titoli di viaggio. Agenti schierati anche in aeroporti e porti.

Una durezza figlia della tensione: il tam tam degli irriducibili contrari all’immunizzazione che si sono dati appuntamento nelle stazioni crea preoccupazione. Malgrado sui social si inciti a portare i bambini "perché sarà tutto pacifico", c’è il timore di un’escalation di violenza, sulla scia delle aggressioni degli ultimi giorni. Scendono in campo Cgil, Cisl e UIl: "Siamo assolutamente contrari al blocco dei treni. Sosteniamo la campagna di vaccinazione". Ragion per cui i sindacati vanno a ingrossare le liste di proscrizione sui social no vax: "Inondiamoli di disdette di iscrizione". Una goccia in più nel mare di messaggi virulenti sulla chat Telegram ’Basta dittatura’ che raccoglie più di 42mila iscritti e dove vengono pubblicati i cellulari privati, centralini delle istituzioni per arrivare agli indirizzi di medici e virologi. "La loro fine è vicina, andiamo a cercarli a casa", se la ridono sul canale. Provocando l’intervento del garante della Privacy: "Senza consenso dati personali è un atto illecito" e "può determinare anche l’applicazione di pesanti sanzioni". Mentre la procura di Torino apre un’indagine sul canale a carico di ignoti per istigazione a delinquere allo scopo di commettere delitti di terrorismo, in cima all’elenco dei "nemici giurati" dei no vax ieri è finito il ministro Di Maio, colpevole d’essersi speso a favore della campagna d’immunizzazione: "serve il piombo", "devi crepare", alcuni tra i messaggi meno ’hard’. Il titolare della Farnesina non si scompone: "Non molliamo. Il vaccino salva la vita". In serata, intervenendo in streaming alla Festa dell’Unità di Firenze, ha aggiunto: "Io immagino un padre di famiglia col Green pass che domani (oggi, ndr) deve andare a lavorare, quanto sarà incazzato con chi blocca i treni: io sto con quel padre di famiglia". Non è forse questo comportamento una repressione della libertà degli italiani?, si interroga il ministro.

Ma Di Maio non è l’unico a essere finito sotto attacco. Nel mirino il capo dello Stato e il premier: imperversano fotomontaggi che ritraggono Mattarella, Draghi, Figliuolo, Arcuri e alcuni virologi nei panni degli imputati nazisti a Norimberga. Bersagli sono anche i governatori dell’Emilia Romagna Bonaccini e quello ligure Toti, l’ex premier Prodi. Come gli appuntamenti in piazza – oggi i treni, domani tocca alle Regioni, venerdì ai mass media – anche le persone minacciate aumentano quotidianamente. "Da alcuni giorni il mio nome e il mio numero sono in una chat di Telegram e sono bombardato di insulti", racconta Antonio Cascio, direttore dell’Uoc di Malattie Infettive del Policlinico di Palermo. La misura è colma per Lamorgese: "Non verranno tollerati minacce e inviti a commettere reati utilizzando il web. Tutti questi episodi sono oggetto di indagini della polizia giudiziaria".

Per una volta l’intero quadro politico fa fronte comune. Nessun parola di giustificazione per i manifestanti. La maggioranza parla con una voce sola e l’opposizione si unisce al coro: non c’è da stupirsi se proprio i leader che fino a ieri avevano sostenuto parzialmente le ragioni dei no vax sono presi di mira: "Salvini merd....a collaborazionista, ci ricorderemo di te". Forse, proprio questo fronteggiamento e i rischi impliciti in una protesta oramai priva di controllo (malgrado i tentativi di Forza Nuova di cavalcarla) hanno spinto Lamorgese ad assumere una posizione tanto dura.