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12 feb 2022

Toghe e politica, si mette un limite Il governo chiude le "porte girevoli"

Cartabia media tra i partiti e vara la riforma del Csm con le nuove regole per i magistrati: ci vuole più severità

12 feb 2022

ROMA "Porte girevoli" tra magistratura e politica, addio. Ai magistrati sarà vietato esercitare contemporaneamente le funzioni giurisdizionali, nonché quelle legate a incarichi elettivi e governativi. E al ritorno nei palazzi di giustizia, anche dopo incarichi di governo non elettivi (previsione che non c’era nella proposta originaria), se il lor incarico dura più di un anno non potranno esercitare alcuna funzione giurisdizionale. All’unanimità – ma che fatica per arrivarci – il Consiglio dei ministri approva la riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario. Oltre allo stop alle "porte girevoli", arrivano una nuova legge elettorale, che si conta di applicare già al prossimo rinnovo previsto per luglio e nuove regole per il Csm che serviranno ad arginare il correntismo. "Quella dell’ordinamento giudiziario e del Csm – ha detto il ministro della Giustizia Marta Cartabia – è il frutto di un dialogo iniziato molti mesi fa, che ha coinvolto anche la magistratura. E’ una riforma esigente nei confronti dei giudici, ma che risponde ad una necessità della magistratura di essere un po più severa con se stessa, perché questa richiesta di recupero della credibilità viene anzitutto dall’interno". "Sugli obiettivi della riforma, quale ad esempio mettere un argine a ‘casi Palamara’ – ha aggiunto – c’e’ unanimità di vedute in Parlamento, basterebbe misurare l’applauso al presidente Mattarella quando ha parlato della necessità della riforma. E c’e’ stata condivisione assoluta sui nodi della disciplina vigente sui cui intervenire, come ad esempio le ‘porte girevoli’. Ci sono state invece differenze, alcune ancora permangono e saranno affrontate in Parlamento, sulla graduazione delle misure". Il parto non è stato affatto semplice. C’è voluta una riunione tra il premier, Cartabia e i capidelegazione, che ha fatto slittare di oltre due ore l’inizio del Consiglio dei ministri per superare i dubbi dei partiti sulla riforma. I più forti erano da parte di Forza ...

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