Colpo di scena nelle indagini sulla fine di Tiziana Cantone, la sfortunata ragazza di Mugnano (Napoli) trovata morta il 13 settembre 2016, simbolo italiano del ‘Revenge porn’. Una giovane donna, 31 anni, sottoposta a una vergognosa gogna mediatica con la diffusione sui social di video hot privati che l’aveva resa ancora più fragile e indifesa. Ora è la madre, Maria Teresa Giglio, a presentare un esposto in Procura che potrebbe...

Colpo di scena nelle indagini sulla fine di Tiziana Cantone, la sfortunata ragazza di Mugnano (Napoli) trovata morta il 13 settembre 2016, simbolo italiano del ‘Revenge porn’. Una giovane donna, 31 anni, sottoposta a una vergognosa gogna mediatica con la diffusione sui social di video hot privati che l’aveva resa ancora più fragile e indifesa. Ora è la madre, Maria Teresa Giglio, a presentare un esposto in Procura che potrebbe riaprire il fascicolo, parcheggiato da 4 anni sulla scrivania dei pm con una scritta rossa sul frontespizio: suicidio.

Signora Giglio, siamo di fronte a un’indagine da rifare?

"Siamo di fronte a un fatto nuovo. E, se qualcuno pensava che il caso di Tiziana Cantone fosse chiuso, si sbagliava".

Ci riassume le novità?

"Più di un mese fa, esattamente il 9 giugno, abbiamo chiesto una consulenza al Team Emme (un gruppo di informatici americani, ndr), sui device in uso da Tiziana, iPhone e iPad".

Gli stessi che erano stati sequestrati dalla polizia giudiziaria dopo la morte di sua figlia?

"Esatto, erano nelle mani degli inquirenti e confluiti nell’indagine denominata ‘Sex Game’. Quando me li hanno restituiti, mi sono accorta che qualcosa non andava, telefonino e iPad erano stati compromessi".

Compromessi in che senso?

"Questi informatici hanno scoperto che le memorie e le sim erano state cancellate. Non c’era più alcuna traccia di attività di mia figlia su questi dispositivi: niente più cronologia, messaggi, chiamate, foto, agenda. Nulla di nulla, memoria resettata. Contrastando con quanto riportato nel fascicolo aperto dalla procura di Napoli per accesso illegale al sistema informativo".

Una manipolazione colposa o dolosa?

"Su questo non dico nulla".

Tutto questo rimette in discussione anche l’ipotesi suicidio?

"Io l’ho sempre contestata questa ipotesi. I rilievi, nel pomeriggio della sua morte, furono fatti con leggerezza perché davano per scontato che si trattasse di suicidio. Pensi che non furono prese impronte né furono fatti gli esami autoptici e tossicologici. E poi c’è un’ultima cosa".

Dica.

"Due giorni prima Tiziana aveva prenotato un bracciale in un centro commerciale. Possibile che se una pensa ad uccidersi, va a comprare gioielli?".