di Leo Turrini "La mia è stata una ragazzata. Quando mi sono accorto di avere esagerato, mi sono spontaneamente presentato in gendarmeria. Anche per scagionare mio fratello Josè che non c’entrava affatto. È stato un gesto stupido, non ho difficoltà ad ammetterlo. Ho già pagato il danno che ho provocato agli infissi della finestra di mio cognato". Jean Alesi risponde al telefono dalla sua casa di Avignone. Classe 1964, l’ex pilota...

di Leo Turrini

"La mia è stata una ragazzata. Quando mi sono accorto di avere esagerato, mi sono spontaneamente presentato in gendarmeria. Anche per scagionare mio fratello Josè che non c’entrava affatto. È stato un gesto stupido, non ho difficoltà ad ammetterlo. Ho già pagato il danno che ho provocato agli infissi della finestra di mio cognato". Jean Alesi risponde al telefono dalla sua casa di Avignone. Classe 1964, l’ex pilota della Ferrari ha guidato la Rossa prima dell’avvento di Michael Schumacher, tra il 1991 e il 1995. Era molto amato dai tifosi per il suo coraggio e per l’attaccamento alla causa del Cavallino ("Non ho mai smesso di sentirmi un tifoso, nemmeno quando stavo al volante") ma ottenne soltanto una vittoria, nel Gran Premio del Canada disputato a Montreal nel 1995. In carriera ha corso anche con la Tyrrell, con la Benetton, con la Jordan, con la Sauber e con la Prost. Si è ritirato nel 2001, dopo aver disputato 241 gare.

Ora Alesi è tornato agli onori della cronaca per un episodio sgradevole.

È finito in guardina per aver fatto esplodere un piccolo ordigno sotto gli uffici del cognato architetto, marito della sorella del campione.

"In verità era un grosso petardo – spiega l’ex ferrarista –. Volevo solo fare uno scherzo, sono stato uno sciocco ed è giusto che ora mi assuma le mie responsabilità. Mi dispiace solo per l’eco che la vicenda ha avuto, ma è tutta colpa mia. Poi chi mi conosce sa che ero e resto una persona perbene".

Fin qui Alesi, recentemente riapparso sul palcoscenico della Formula Uno in veste di commentatore.

La polizia francese, secondo quanto raccontato dai media locali, sta cercando di stabilire la natura dell’ordigno utilizzato dall’ex campione e pare che questo provenisse dall’Italia.

Alesi, al momento dell’esplosione, non sarebbe stato solo ma in compagnia di suo figlio e un amico di quest’ultimo.

Inoltre le autorità di Avignone hanno vagliato l’ipotesi di un collegamento tra il botto e il matrimonio della sorella di Jean, che sarebbe in crisi. Ma proprio il cognato avrebbe dichiarato di non essere mai stato minacciato dall’ex driver della Ferrari, malgrado tutto ha comunque sporto denuncia per il danneggiamento subito.