Roma, 22 gennaio 2021 - La tragedia di Palermo, dove una bambina di dieci anni è morta soffocata mentre cercava di superare una prova estrema fra adolescenti via Tik Tok, ha riacceso i riflettori sul rapporto fra minori e social. Oggi il Garante per la protezione dei dati personali "ha deciso di intervenire in via d'urgenza" e "ha disposto nei confronti di Tik Tok il blocco immediato dell'uso dei dati degli utenti per i quali non sia stata accertata con sicurezza l'età anagrafica". Il Garante già a dicembre aveva contestato al social network amato dai giovanissimi una serie di violazioni, ovvero "scarsa attenzione alla tutela dei minori; facilità con la quale è aggirabile il divieto, previsto dalla stessa piattaforma, di iscriversi per i minori sotto i 13 anni; poca trasparenza e chiarezza nelle informazioni rese agli utenti; uso di impostazioni predefinite non rispettose della privacy". Ora "in attesa di ricevere il riscontro richiesto con l'atto di contestazione, l'Autorità ha deciso comunque l'ulteriore intervento odierno al fine di assicurare immediata tutela ai minori iscritti al social network presenti in Italia". Il divieto "durerà per il momento fino al 15 febbraio, data entro la quale il Garante si è riservato ulteriori valutazioni. Il provvedimento di blocco - conclude l'Autorità - verrà portato all'attenzione dell'Autorità irlandese, considerato che recentemente Tik Tok ha comunicato di avere fissato il proprio stabilimento principale in Irlanda".

Vale la pena, in proposito, di passare in rassegna la normativa italiana sull’accesso alle piattaforme digitali e al contempo inquadrare i comportamenti tipici deI più giovani nel loro approccio ai nuovi mezzi di comunicazione. Le sorprese (per i genitori) purtroppo non mancano. 

Social vietati agli under 14

In Italia non è consentita l’iscrizione a Facebook, Twitter, Instagram o altre piattaforme digitali ai minori di 14 anni. Per i giovanissimi di età compresa fra i 13 e i 14, invece, l'accesso è possibile, ma solo sotto la supervisione dei genitori. Lo stabilisce un regolamento dell’Unione europea (General data protection regulation) che disciplina ll trattamento dei dati e il diritto alla privacy. In particolare, l’articolo 8 specifica che la gestione dei dati personali è lecita, con riferimento “all’offerta diretta di servizi della società dell’informazione" ai minori, a partire dal 16esimo anno di età. Prima serve il consenso del genitore o di chi ne fa le veci. Gli Stati membri, nel recepire la disposizione comunitaria, possono essere più restrittivi. Proprio come ha fatto il nostro Paese.

Iscrizione fuori legge

Fatta la norma, trovato l'inganno. La realtà dei fatti, come spesso accade, dribbla  il diritto, nel caso dei social anche con una certa disinvoltura. Come evidenzia un sondaggio di un biennio fa, condotto per il Tg3 da Osservare Oltre (Associazione nazionale presidi e Tutorweb),  l’84% dei ragazzini tra i 10 e i 14 anni, ha uno o più profili attivi. Lecito domandarsi come questo sia possibile. La risposta è presto data: senza essere dei maghi dell'informatica, questi giovanissimi hanno semplicemente inserito dei dati anagrafici falsi. Si sono dichiarati più grandi di quello che sono, per giunta il 22% di loro lo ha fatto addirittura in presenza dei genitori.

Zero profili penali

In linea teorica una condotta simile potrebbe configurare il reato di false dichiarazioni. Non per l’ordinamento giuridico italiano che ravvisa questa fattispecie penale soltanto nel caso in cui l’esternazione (fasulla) sia diretta a un pubblico ufficiale. E non certo agli amministratori dei social.

Navigazione segreta

Ma non finisce qui. Il sondaggio apre uno scenario se possibile ancora più inquietante per i genitori. Oltre nove ragazzini su dieci non rileava a mamma e papà che cosa dice, vede e che cosa si scambia sui social. 

Sim dei genitori

L’utilizzo da parte degli adolescenti della scheda Sim del cellulare di mamma o papà di per sé non è collegato alla questione del loro accesso ai social. Le piattaforme sono diverse, non è che Facebook o Tik Tok, al momento dell’iscrizione di un nuovo utente, pescato in automatico i dati della Sim del cellulare. Anche perché, va ricordato, qualsiasi persona, minore  o meno, può entrare in un social da qualsiasi pc