I festeggiamenti dei tifosi dell’Inter per la conquista dello scudetto diventano un caso politico. I circa 30mila supporter nerazzurri che, in barba ai divieti di assembramento, si sono riversati nelle vie del centro di Milano, da Piazza Duomo a piazza Cairoli, hanno scatenato polemiche, rivolte principalmente nei...

I festeggiamenti dei tifosi dell’Inter per la conquista dello scudetto diventano un caso politico. I circa 30mila supporter nerazzurri che, in barba ai divieti di assembramento, si sono riversati nelle vie del centro di Milano, da Piazza Duomo a piazza Cairoli, hanno scatenato polemiche, rivolte principalmente nei confronti di chi, ancora in piena emergenza Covid-19, non ha fatto nulla per far rispettare le regole.

Nel mirino, soprattutto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Dopo aver fatto i complimenti all’Inter per lo scudetto, il milanista Matteo Salvini ha rivolto il suo attacco al primo cittadino del capoluogo lombardo, chiedendo al popolo di Twitter: "Sala non poteva far entrare 20.000 tifosi in uno stadio che ne contiene 80.000, invece di tacere e scappare? Milano ha ancora un sindaco?". Immediata la replica del sindaco di Milano: "La risposta è no. Innanzitutto perché gli stadi sono chiusi. E poi, come entrano ed escono 20.000 tifosi senza assembrarsi?".

A difendere la decisione di non chiudere Piazza Duomo, il prefetto di Milano, Renato Saccone: "Quando il popolo dei tifosi, in modo spontaneo e non organizzato, scende in strada per festeggiare lo scudetto atteso da anni, bisogna coniugare le ragioni della prevenzione del contagio con la gestione dell’ordine pubblico e con la tutela della incolumità delle persone. Abbiamo valutato che chiudere piazza Duomo, spazio urbano ampio e con numerose vie di esodo, sarebbe stato inevitabilmente occasione di ancora più densi e rischiosi assembramenti, sotto ogni profilo. Di fronte a trentamila tifosi esultanti non si usano idranti, né ha senso transennare una città".