I tifosi dell’Inter in Piazza Duomo per festeggiare lo scudetto
I tifosi dell’Inter in Piazza Duomo per festeggiare lo scudetto
Non più di tremila tifosi sul piazzale dello Sport, a ridosso dello stadio di San Siro. Saranno loro, questa volta, a salutare l’Inter campione d’Italia in arrivo al Meazza questo pomeriggio per la partita contro la Sampdoria. La speranza è quella di non bissare le scene di calca e giubilo dei trentamila di piazza Duomo. E per questo si sperimenta, per la prima volta dall’inizio della pandemia, una festa autorizzata. Sulla carta è solo una manifestazione autorizzata, una delle tante. Ma quella fissata per le 14, quattro ore prima della partita a porte chiuse, non è un presidio distanziato di genitori contro la didattica a distanza, ma un tentativo di mettere ordine nel caos...

Non più di tremila tifosi sul piazzale dello Sport, a ridosso dello stadio di San Siro. Saranno loro, questa volta, a salutare l’Inter campione d’Italia in arrivo al Meazza questo pomeriggio per la partita contro la Sampdoria. La speranza è quella di non bissare le scene di calca e giubilo dei trentamila di piazza Duomo. E per questo si sperimenta, per la prima volta dall’inizio della pandemia, una festa autorizzata. Sulla carta è solo una manifestazione autorizzata, una delle tante. Ma quella fissata per le 14, quattro ore prima della partita a porte chiuse, non è un presidio distanziato di genitori contro la didattica a distanza, ma un tentativo di mettere ordine nel caos del tifo calcistico. Non ci saranno tamponi, né esperimenti come nel concerto-simbolo avvenuto a Barcellona, ma tutto è organizzato nei minimi dettagli in base a quello che alla questura, in via Fatebenefratelli, è stato definito "patto tra galantuomini". Un accordo con gli ultras nerazzurri che hanno tutto l’interesse a far sì che tutto fili liscio in vista della "festa regina" che sognano di organizzare in occasione dell’ultima giornata di campionato, il 23 maggio, dopo Inter-Udinese.

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La prefettura ha lavorato per cancellare il ricordo della massa festante che aveva preso d’assalto il centro di Milano la scorsa domenica. Che la "strategia" sia stata condivisa è stato sottolineato nei giorni scorsi proprio dal palazzo del governo: al tavolo si sono seduti il sindaco Giuseppe Sala, i vertici delle forze dell’ordine (il questore Giuseppe Petronzi e i comandanti provinciali di carabinieri e Guardia di finanza, Iacopo Mannucci Benincasa e Stefano Cosimo De Braco, e la dirigenza nerazzurra. Quella di oggi sarà "una manifestazione preavvisata, con regole chiare e in un’area delimitata della città. I messaggi che vengono dagli organizzatori sono molto positivi, apprezzabili e incoraggianti. Ci sarà comunque un importante dispositivo di controllo. Dall’inizio dell’anno, a Milano, in piazza, si sono svolte almeno 500 manifestazioni e il tasso di contagio è cresciuto in maniera più contenuta rispetto alla regione", sottolinea il prefetto Renato Saccone. Quindi oggi sul piazzale dello Sport, un’area di circa 15mila metri quadri, ci saranno varchi d’ingresso e un’area di filtraggio per controllare il rispetto del "numero chiuso" e identificare preventivamente i presenti. Non mancheranno le transenne lungo il percorso di arrivo del pullman, che sarà salutato dai nerazzurri. Da via Fatebenefratelli sottolineano che non ci sarà una "chiusura" del piazzale ma un "incanalamento". Non solo: gli stessi ultras hanno predisposto un loro servizio di sicurezza per controllare il rispetto del distanziamento e dell’obbligo a indossare la mascherina. Sul profilo Facebook della Nord e sulla fanzine della curva dell’Inter, tutti sono stati invitati a mantenere un comportamento rispettoso.

Le forze dell’ordine resteranno fuori dal Meazza anche durante e dopo la partita. Alle misure si aggiunge il divieto in tutta la zona di San Siro dalle 14 alle 22 di vendere alcolici (sia in forma fissa che ambulante). Niente vetro o lattine, eccezion fatta per i ristoranti. Lo stesso anche in piazza San Babila, piazza Duomo, piazza Cordusio, largo Cairoli, largo Beltrami e Foro Bonaparte. Attenzione massima anche in pieno centro e nelle zone della movida, per evitare aggregazioni di gruppi spontanei.