di Giovanni Serafini "Allora, andiamo a letto con uomini sposati?". A volte basta una frase per capovolgere un’inchiesta: e, infatti, è cambiato tutto nel cosiddetto ’affaire Kheira Hamraoui’, dal nome della calciatrice del Paris Saint Germain aggredita violentemente il 4 novembre scorso e finita all’ospedale con le gambe rotte. All’inizio si era sospettato che all’origine del pestaggio ci fosse una rivalità sportiva tra donne in seno al Psg, l’invidia e l’ambizione di una compagna di squadra, Aminata Diallo, decisa a metter fuori gioco Kheira per prendere il suo posto in una partita importante contro il Real Madrid. Ma adesso gli inquirenti propendono per un’altra pista: quella di una vendetta per un...

di Giovanni Serafini

"Allora, andiamo a letto con uomini sposati?". A volte basta una frase per capovolgere un’inchiesta: e, infatti, è cambiato tutto nel cosiddetto ’affaire Kheira Hamraoui’, dal nome della calciatrice del Paris Saint Germain aggredita violentemente il 4 novembre scorso e finita all’ospedale con le gambe rotte. All’inizio si era sospettato che all’origine del pestaggio ci fosse una rivalità sportiva tra donne in seno al Psg, l’invidia e l’ambizione di una compagna di squadra, Aminata Diallo, decisa a metter fuori gioco Kheira per prendere il suo posto in una partita importante contro il Real Madrid.

Ma adesso gli inquirenti propendono per un’altra pista: quella di una vendetta per un tradimento amoroso. La svolta è arrivata grazie agli interrogatori di alcune giocatrici del Psg, nel corso dei quali è emerso che dopo l’aggressione Kheira Hamraoui aveva telefonato, alla presenza di Aminata e di un’altra compagna, all’ex calciatore del Barcellona, Eric Abidal. "Pensi che tua moglie sia capace di organizzare una cosa simile per farmi male?", gli aveva chiesto. Abidal era caduto dalle nuvole. "Perché questa domanda? Mia moglie non farebbe male a nessuno. Cosa è successo?". Risposta di Kheira, che aveva attivato il vivavoce: "Sono stata aggredita da un uomo armato di una mazza di ferro. Prima di colpirmi ha detto: allora, andiamo a letto con uomini sposati? Poi giù botte. Mi ha massacrato le gambe e le mani".

Il giudice che dirige l’inchiesta, Maryvonne Caillibotte, ha immediatamente chiesto una perizia tecnica sul cellulare della Hamraoui e si è scoperto che la scheda sim era intestata a Eric Abidal. Ce n’era abbastanza per capire che fra i due doveva esistere qualcosa di più di una semplice amicizia fra sportivi. Ex difensore dell’Olympique Lione e del Barcellona, vicecampione del mondo nel 2006 e selezionato 67 volte in nazionale, Abidal è stato direttore sportivo del club catalano fra il 2018 e il 2020. In quel periodo Kheira Hamraoui giocava in quella stessa squadra. I due si conoscevano dunque benissimo. Kheira è in seguito tornata al Psg, mentre Abidal per motivi di salute (ha subito un trapianto di fegato nel 2012 per colpa di un tumore, il suo calvario fece il giro del mondo) ha abbandonato i campi di calcio per diventare consulente tecnico della televisione Canal Plus. Abidal sarà interrogato nei prossimi giorni dal procuratore e con lui sarà probabilmente convocata anche sua moglie Hayet, che Eric conosce dall’infanzia e che gli ha dato 4 figli. Said Harir, il legale di Kheira Hamraoui, ha detto che la sua cliente ha piena fiducia nella giustizia e "chiede che la sua privacy venga rispettata in questo momento doloroso".

L’aggressione ebbe luogo in piena notte al Bois de Boulogne mentre Kheira, Aminata e una terza giocatrice (Sakina Karchaoui) stavano rientrando in macchina verso le rispettive abitazioni dopo una cena organizzata dal Psg. Due uomini mascherati erano usciti dal buio e avevano bloccato l’automobile. Costretta a uscire dall’abitacolo, Kheira è stata colpita subito dopo che il malvivente aveva pronunciato l’ormai famosa frase: "Allora, andiamo a letto con uomini sposati?".

Kheira Hamraoui, chiedendo il rispetto della propria privacy, ha fiducia nel lavoro degli investigatori che porteranno a termine l’indagine, ma resta in silenzio "in questo difficile calvario". È quanto afferma Said Harir, legale della calciatrice del Psg che ha riportato danni alle mani e alle gambe. Un’aggressione dalla quale emerge "il desiderio di nuocere alla sua carriera personale" e che ha causato alla giocatrice "notevoli danni fisici e psicologici".