Gabriele Canè Che l’America sia un grande Paese, un grande continente, lo si vede a occhio nudo. Che non l’avessimo trovato noi europei e si fossero scoperti da soli, beh, è un equivoco finalmente chiarito dopo cinque o sei secoli. Ma adesso lo sappiamo. Come sappiamo che la Gran Bretagna ha vinto, con gli alleati, la Seconda Guerra Mondiale senza un governo o la guida di un...

Gabriele

Canè

Che l’America sia un grande Paese, un grande continente, lo si vede a occhio nudo. Che non l’avessimo trovato noi europei e si fossero scoperti da soli, beh, è un equivoco finalmente chiarito dopo cinque o sei secoli. Ma adesso lo sappiamo. Come sappiamo che la Gran Bretagna ha vinto, con gli alleati, la Seconda Guerra Mondiale senza un governo o la guida di un primo ministro. Adesso lo sappiamo. Sappiamo pure che Montanelli buttava giù quattro righe che trovavano un inspiegabile successo, visto che si trattava di un incallito colonialista. Adesso lo sappiamo. E sappiamo pure, o meglio abbiamo l’ennesima conferma, che il mondo è popolato di imbecilli.

Quelli che abbattono e imbrattano le statue dei grandi della storia (Cristoforo Colombo, Churchill…) come non fossero mai esistiti, è la "cancel culture", per dirla in modo più forbito. Una sorta di variabile del negazionismo, tipo la variabile inglese per il Sars Covid -19, tanto per restare in tema di virus. Gente indefessa nel dispensare rimozioni storiche ("sei mio avversario e non solo ti critico: ti cancello"), fino a richiedere il taglio di un frammento del film "Mamma ho riperso l’aereo" (1992) in cui compare Donald Trump. Che esiste, ma non piace. Un po’ come ai dirigenti di Twitter. Inutile dire che come tante mode più razziste dei loro bersagli, anche questa ha trovato ampio consenso nella intellighenzia (?) mondiale.

Ma è anche piacevole sottolineare come qualche voce di dissenso si sia levata e continui a farsi sentire. Come quella del cantautore australiano Nick Cave o dei 150 scrittori firmatari nel luglio scorso di una lettera aperta alla rivista Harper’s Magazine. Secondo Cave, questo clima è "asfissiante". Vero, e anche un po’ maleodorante, di conformismo: un protagonista della storia umana a cui non è mai stata dedicata una statua. Che le persone intelligenti avrebbero criticato, certo. Ma non avrebbero mai abbattuto.