Coronavirus, al via i test rapidi a scuola (Ansa)
Coronavirus, al via i test rapidi a scuola (Ansa)

Roma, 29 settembre 2020 - Dopo le prime sperimentazioni in Lazio, gli esperti del Comitato tecnico-scientifico hanno dato via libera alla possibilità di effettuare tamponi rapidi nelle scuole per la sola attività di screening. Nell'accordo si afferma in maniera esplicita che "ai fini esclusivi di screening è possibile utilizzare i test antigenici" nelle scuole. E in serata anche il ministero della Salute, in una circolare, dà il via libera, specificando che "l'utilizzo di tali test antigenici rapidi è in grado di assicurare una diagnosi accelerata di casi di Covid-19, consentendo una tempestiva diagnosi differenziale nei casi sospetti tra sindrome influenzale e malattia da Sars-CoV2".

Il ministro Speranza precisa: "Sarà sempre l'autorità sanitaria a decidere e valutare caso per caso. Noi dobbiamo evitare il fai-da-te, dobbiamo evitare le informazioni prese semplicemente su internet. Abbiamo medici e sanitari che sono tra i più bravi in assoluto e ci vengono invidiati da mezzo mondo e sarà l'autorità sanitaria a decidere se fare il test, quale test fare, se disporre la quarantena, per una persona, per una classe, se chiudere addirittura la scuola".

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Ministero: diagnosi accelerate

Il documento del ministero della Salute, sottolineando che "i tempi di risposta sono molto brevi (circa 15 minuti)" dà quindi l'ok ai test antigenici a scuola, l'utilizzo dei quali "potrebbe accelerare la diagnosi di casi sospetti di Covid-19" in un periodo, l'autunno e l'inverno, che vede "la frequenza di episodi febbrili nella popolazione scolastica".  Il nuovo tampone dunque può "escludere in tempi rapidi la possibilità che si tratti di Covid-19", nonché "individuare prontamente i casi, isolarli e rintracciarne i contatti, facilitando la decisione di applicare o meno misure quarantenarie in tempi brevi e con un risparmio notevole di risorse, evitando un eccessivo sovraccarico dei laboratori di riferimento". 

Speranza: test migliori e più rapidi

Il ministro della Salute Roberto Speranza traccia il quadro sulla situazione dei test al termine della sua audizione al Senato in commissione Sanità. "Per l'arrivo di vaccini e cure efficaci serviranno ancora mesi" ma sul fronte dei test "settimana dopo settimana abbiamo test migliori e più rapidi, stiamo iniziando ad usarli, come abbiamo fatto per i test antigenici negli aeroporti". 
Speranza prosegue: "Ora è passato un mese e mezzo da quando abbiamo cominciato ad utilizzarli e ci sono numeri significativi sull'affidabilità. Stiamo cominciando a pensare di estenderne l'uso anche in altre sedi come nelle scuole. Stiamo anche cercando di capire anche se i test salivari sono affidabili. Oggi abbiamo per i test molte più armi rispetto ad alcune settimane fa e il mio auspicio è che fra un mese possiamo averne altre ancora".

E specifica: sui test antigenici "abbiamo avuto modo di valutarne l'affidabilità. Stiamo immaginando di estendere l'utilizzo anche oltre gli aeroporti, a partire dalla scuola". "Stiamo cercando di capire con i nostri scienziati - ha aggiunto - se anche i test salivari possono essere ritenuti affidabili". 

La svolta dei test a scuola

I tamponi rapidi, o test antigenici, possono rappresentare la vera svolta per frenare il contagio, superando il principale problema del tampone tradizionale, ossia i tempi lunghi per avere l'esito: 24-48 ore se il sistema non è sotto stress.
I test rapidi, apparentemente simili a quelli standard, hanno un diverso target di analisi e danno il risultato in pochi minuti. Dopo mesi di utilizzo sperimentale soprattutto negli aeroporti il responso è che la loro affidabilità è accettabile, anche se è ancora leggermente meno accurata dei tamponi standard (qualche punto percentuale in meno rispetto al 90-95% del tampone).
Il motivo della possibile svolta è chiaro: c'è una differenza notevole tra fare un tampone tradizionale a un caso sospetto e attendere poi due o tre giorni (ma i medici di famiglia di Roma, ad esempio, hanno denunciato che con i primi segnali di stress del sistema il periodo di attesa si è dilatato anche fino a 4 o 5 giorni) e un test che in un quarto d'ora dà il risultato. Specie con l'inverno (e i suoi malanni stagionali) alle porte. 

Tamponi rapidi, cosa sono?

Si tratta sempre di tamponi rinofaringei, ma a differenza di quelli molecolari non cercano il materiale genetico del virus ma solo una parte, la proteina virale (o antigene), utilizzando una striscia dove sono presenti anticorpi. Inserendo il campione estratto dal tampone, in caso di positività si crea una reazione: gli anticorpi, usati come una sorta di esca del virus, si attivano e la striscia cambia colore. Proprio come un test di gravidanza
Non servono complesse e costose sostanze chimiche, nè macchinari specializzati. Per ora vengono utilizzati prevalentemente come primo screening, ossia se danno un responso positivo si tende a chiedere la conferma con il tampone "classico" (e così sarà anche nelle scuole, come già avviene negli aeroporti), ma la ricerca fa passi da gigante ed è possibile che presto la comunità scientifica ne riconosca un'affidabilità quantomeno molto vicina a quella dei test molecolari. 

Vaia (Spallanzani): test indispensabili

"L'attività di testing è assolutamente indispensabile". In questa fase dell'epidemia "è fondamentale trovare il numero possibile di positivi, per questo vanno incentivate azioni di testing, in comunità scolastiche e non solo", ha spiegato a Timeline su Sky Tg24, Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Malattie Infettive Spallanzani. Attraverso screening "nei porti e negli aeroporti abbiamo testato già 70.000 persone", ha sottolineato.
Inoltre, è partito nel Lazio anche lo screening sui ragazzi delle scuole e "i risultati dei primi test effettuati su oltre 300 studenti sono tutti negativi", ha aggiunto in merito all'attività di testing che verrà implementata da lunedì con anche con test salivari rapidi.