di Alessandro Belardetti Si va verso la terza dose per tutti. Ecco una guida sulla protezione che innesca questo richiamo di vaccino anti Covid (’dose booster’ per i pazienti sani e ’dose addizionale’ per i fragili). LA TERZA DOSE È NECESSARIA IN TUTTI I TIPI DI VACCINI PER STABILIZZARE L’IMMUNIZZAZIONE? "Rafforza e stabilizza la copertura, consentendo un’immunizzazione più protratta nel tempo – risponde Massimo Clementi, professore di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano –. Rispetto agli altri antidoti ce n’è uno, quello contro l’epatite B per i bimbi con meno di un anno, che si somministra su tre dosi. Anche in quel caso il terzo richiamo dà un’immunità globale per lungo tempo. Per i vaccini, comunque, non esiste una regola...

di Alessandro Belardetti

Si va verso la terza dose per tutti. Ecco una guida sulla protezione che innesca questo richiamo di vaccino anti Covid (’dose booster’ per i pazienti sani e ’dose addizionale’ per i fragili).

LA TERZA DOSE

È NECESSARIA IN TUTTI

I TIPI DI VACCINI

PER STABILIZZARE L’IMMUNIZZAZIONE?

"Rafforza e stabilizza la copertura, consentendo un’immunizzazione più protratta nel tempo – risponde Massimo Clementi, professore di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano –. Rispetto agli altri antidoti ce n’è uno, quello contro l’epatite B per i bimbi con meno di un anno, che si somministra su tre dosi. Anche in quel caso il terzo richiamo dà un’immunità globale per lungo tempo. Per i vaccini, comunque, non esiste una regola per cui si fanno sempre 3 dosi".

LA TERZA DOSE,

COME QUANTITÀ,

È UGUALE ALLE PRIME DUE?

"Il dosaggio per gli adulti è identico – spiega il professor Clementi –. Mentre si è pensato di optare per una dose ridotta, circa la metà di liquido, per i bimbi dai 5 agli 11 anni e questo vale dalla prima alla terza somministrazione". Si parla dell’ipotesi che del vaccino Moderna possa bastarne meno, "30 microgrammi rispetto ai 100 delle prime due dosi – analizza Guido Forni, già professore ordinario di Immunologia all’università di Torino e accademico dei Lincei –. Una dose più bassa potrebbe essere più efficace, ma servono ulteriori dati per cambiare il protocollo delle autorità regolatorie".

LA TERZA DOSE HA EFFETTI DI PROTEZIONE MAGGIORI, MINORI O UGUALI

ALLE ALTRE DUE?

"I dati che provengono da Israele e Portogallo, i due Paesi che hanno iniziato prima la campagna delle terze dosi – prosegue Clementi – ci dicono che sono gli effetti di protezione su contagio, ricovero e morte sono straordinari. Le ospedalizzazioni sono quasi azzerate e chi si contagia sono soggetti che non sviluppano quasi sintomi e vengono abbandonati dal virus in pochissimo tempo. Dunque la protezione, rispetto alle prime due dosi, è anche maggiore, arrivando vicino al 100%". Anche il professor Forni conferma la potenza della risposta "che ha una qualità maggiore, infatti anche chi ha pochi anticorpi potrebbe essere difeso in modo efficace".

LA TERZA DOSE

È QUELLA DEFINITIVA?

La terza dose a tutti, anche sotto i 60 anni, "non è una decisione straordinaria, nel mondo della vaccinologia la terza dose distanziata dalle prime due, per persone che non hanno mai visto un certo microrganismo, è la normalità. Il nostro sistema immunitario può aver bisogno di questa stimolazione per innescare una memoria di lungo termine che consenta di fare altri richiami non prima di 5-10 anni", spiega l’immunologo del Comitato tecnico scientifico, Sergio Abrignani. Anche il primario di Malattie infettive del San Martino di Genova, Matteo Bassetti, crede che la copertura possa durare più di un anno con la terza dose: "La terza dose ci garantirà probabilmente un’immunità che non è detto arrivi solo all’anno prossimo, potrebbe essere la terza dose definitiva". Si tratta "dell’allenamento finale per rendere reattivo a lungo il sistema immunitario", conclude Clementi.

OPPURE SARÀ NECESSARIO

IL RICHIAMO ANNUALE, COME PER IL VACCINO ANTINFLUENZALE?

"In questo momento una risposta non si può dare, bisogna valutare tra sei mesi – frena Guido Forni –. Prima serve capire come mai questo vaccino ha una protezione di 6 mesi contro l’infezione, mentre continua a proteggere più a lungo dalla malattia grave. Forse i meccanismi con cui guariamo dalla malattia sono diversi dal sistema con cui ci difendiamo dall’infezione. Dopo aver bloccato una a una le particelle antivirali, a un certo punto, gli anticorpi diminuiscono perché la velocità con cui vengono prodotti viene superata dalla replicazione del virus. Un’altra incognita, sulla durata dell’immunità, sono le future varianti che incontreremo: quindi, sì, potremmo anche dover fare il vaccino ogni anno".