"Ci opponiamo fermamente alla terza dose". L’Organizzazione mondiale della sanità scandisce un altolà chiaro e forte di fronte alle iniziative, in atto o nei pensieri, di alcuni Paesi che si preparano all’offensiva autunnale del Coronavirus. Italia compresa, dove, gli esperti tornano a dividersi. Il virus non conosce frontiere, ci ripetiamo da un anno e mezzo. Eppure, per combatterlo si continua a procedere in ordine sparso. Da qualche settimana il secondo richiamo è già un fatto in Israele. Un esempio che l’Amministrazione americana intende seguire a stretto giro. Lo stesso Joe Biden e la moglie saranno presto sottoposti...

"Ci opponiamo fermamente alla terza dose". L’Organizzazione mondiale della sanità scandisce un altolà chiaro e forte di fronte alle iniziative, in atto o nei pensieri, di alcuni Paesi che si preparano all’offensiva autunnale del Coronavirus. Italia compresa, dove, gli esperti tornano a dividersi. Il virus non conosce frontiere, ci ripetiamo da un anno e mezzo. Eppure, per combatterlo si continua a procedere in ordine sparso. Da qualche settimana il secondo richiamo è già un fatto in Israele. Un esempio che l’Amministrazione americana intende seguire a stretto giro. Lo stesso Joe Biden e la moglie saranno presto sottoposti alla terza iniezione. "Ci siamo vaccinati a dicembre – spiega il presidente americano -, quindi è passato del tempo". In Brasile, stando a quanto reso noto dal ministro Marcelo Queiroga, la somministrazione dovrebbe iniziare sugli anziani e sugli operatori sanitari. Il nostro Governo si mette in scia. "La terza dose di vaccino anti-Covid dovrebbe partire da ottobre e si inizierà con la fascia di popolazione più fragile – annuncia il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri -; credo che la terza dose sia necessaria e noi siamo pronti".

Posizioni che hanno indotto l’Oms a lanciare una sorta di anatema. "Al momento i dati non indicano il bisogno di una terza dose", dichiara Soumya Swaminathan, chief scientist, secondo cui la priorità al momento deve essere aumentare le coperture nei Paesi che ancora non hanno avuto accesso ai vaccini. Al momento, infatti, solo l’1,85% degli 1,2 miliardi di africani ha ricevuto l’immunizzazione completa. Non solo. A parere dell’esperta, iniziare con il secondo richiamo mentre buona parte del mondo non è immunizzata potrebbe essere addirittura controproducente: "Ci opponiamo fermamente alla terza dose per tutti gli adulti nei Paesi ricchi, perché non aiuterà a rallentare la pandemia. Togliendo dosi alle persone non vaccinate i booster favoriranno l’emergere di nuove varianti". La tesi viene ribadita da Bruce Aylward dell’Oms: "Ci sono abbastanza vaccini per tutti, ma non stanno andando nel posto giusto al momento giusto. Due dosi devono essere inoculate ai più vulnerabili in tutto il mondo prima che i richiami vengano dati a chi ha completato il ciclo, e siamo ben lontani da questa situazione". Lo stop dell’Oms arriva dopo l’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, riguardo al piano per dare la terza dose agli adulti a partire dal 20 settembre. Un’operazione che in Israele già coinvolge un milione di persone tra ultra cinquantenni, persone fragili e sanitari.

E in Italia si anima il dibattito. Scettico sulla terza dose Massimo Galli, primario del Sacco di Milano: "Mi sembra una fuga in avanti, un modo per giustificare anche quello che ancora non sappiamo sui tempi di copertura dopo la seconda dose". "Ci andrei un po’ cauto", concorda il collega Matteo Bassetti, mentre secondo Fabrizio Pregliasco dell’Università Statale di Milano, "la terza dose è un destino, è ipotizzabile che si somministri tra ottobre e novembre". Intanto, visto che in Italia devono completare il ciclo vaccinale ancora 18 milioni di persone, conviene concentrarsi sui richiami.

a.d.p.