Una over 80 riceve la terza dose del vaccino anti covid un ambulatorio di Torino
Una over 80 riceve la terza dose del vaccino anti covid un ambulatorio di Torino
di Alessandro Farruggia   Via libera del Comitato per i medicinali destinati all’uomo (Chmp) dell’Ema, l’autorità regolatoria europea, all’uso – dopo sei mesi dalla seconda dose – di una dose “booster“ del vaccino Comirnaty (BioNTechPfizer) per gli over 18. Ok anche a una terza dose dei vaccini Comirnaty e Spikevax (Moderna) – 28 giorni dopo la seconda – per gli immunodepressi. Il via libera al vaccino Spikevax agli over 18 è invece ancora in corso di valutazione perché la sua valutazione è iniziata 21 giorni dopo quella per il Comirnaty. "Il Chmp – informa la nota finale della riunione del comitato –...

di Alessandro Farruggia

 

Via libera del Comitato per i medicinali destinati all’uomo (Chmp) dell’Ema, l’autorità regolatoria europea, all’uso – dopo sei mesi dalla seconda dose – di una dose “booster“ del vaccino Comirnaty (BioNTechPfizer) per gli over 18. Ok anche a una terza dose dei vaccini Comirnaty e Spikevax (Moderna) – 28 giorni dopo la seconda – per gli immunodepressi. Il via libera al vaccino Spikevax agli over 18 è invece ancora in corso di valutazione perché la sua valutazione è iniziata 21 giorni dopo quella per il Comirnaty.

"Il Chmp – informa la nota finale della riunione del comitato – ha valutato i dati relativi a Comirnaty, che mostrano un aumento dei livelli anticorpali a seguito della somministrazione di una dose di richiamo circa 6 mesi dopo la seconda dose, in persone di età compresa tra 18 e 55 anni. Sulla base di tali dati, il Comitato ha concluso che si possono prendere in considerazione dosi di richiamo almeno 6 mesi dopo la seconda dose per le persone di età pari o superiore a 18 anni. La somministrazione della dose di richiamo seguirà le raccomandazioni ufficiali a livello nazionale".

Vaccino Covid, terza dose: via libera per fragili e over 60

Via libera più ampio invece per gli immunodepressi per i quali il comitato ha deciso che "è possibile somministrare una dose aggiuntiva dei vaccini anti-Covid-19 Comirnaty e Spikevax a persone con un sistema immunitario gravemente indebolito, almeno 28 giorni dopo la seconda dose.

La raccomandazione giunge dopo che alcuni studi hanno dimostrato che una dose aggiuntiva di questi vaccini ha aumentato la capacità di produrre anticorpi contro il virus che provoca Covid-19 nei pazienti che hanno subito un trapianto d’organo e che presentano un sistema immunitario indebolito". "Sebbene non vi siano evidenze dirette del fatto che la capacità di produrre anticorpi in questi pazienti abbia protetto contro Covid-19 – si osserva – si prevede che la dose aggiuntiva aumenti la protezione almeno in alcuni pazienti".

Adesso si attende una valutazione in questo senso anche da Aifa, l’autorità regolatoria italiana. La Commissione Tecnico Scientifica (Cts) di Aifa il 9 settembre aveva espresso il proprio parere sulla somministrazione di dosi aggiuntive di vaccino contro il Covid-19.

"La Cts – disse Aifa – ritiene appropriato, in attesa dell’autorizzazione di Ema, rendere disponibili i vaccini Comirnaty e Spikevax come dose addizionale di vaccino Covid-19, dopo almeno 28 giorni dall’ultima somministrazione, a completamento del ciclo vaccinale nei soggetti adulti e adolescenti di età maggiore di 12 anni (Comirnaty) o di 18 anni (Spikevax) in condizione di immunosoppressione clinicamente rilevante". "Come dose ”booster“ – disse poi Aifa – è invece appropriato l’uso dopo almeno 6 mesi dall’ultima somministrazione, nei grandi anziani ( over 80 anni) e nei soggetti ricoverati nelle Rsa. Tale opzione può essere resa disponibile anche agli operatori sanitari, a seconda del livello di esposizione all’infezione, del rischio individuale di sviluppare forme gravi di Covid-19".