Appunti presi. "E adesso valuteremo". Nel giorno in cui diventa ufficiale la terza dose a cinque mesi dalla seconda, il ministro della Salute Roberto Speranza, la ministra agli Affari regionali Maria Stella Gelmini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli si congedano dai presidenti delle Regioni che, in videoconferenza, sommergono il governo di ipotesi, proposte e suggestioni (da ieri sera già tutte impilate sulla scrivania del premier Mario Draghi). Il Cdm fissato per giovedì genera una prima scadenza deliberativa, ma i governatori premono, chiedono – quasi pretendono – un nuovo incontro di aggiornamento...

Appunti presi. "E adesso valuteremo". Nel giorno in cui diventa ufficiale la terza dose a cinque mesi dalla seconda, il ministro della Salute Roberto Speranza, la ministra agli Affari regionali Maria Stella Gelmini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli si congedano dai presidenti delle Regioni che, in videoconferenza, sommergono il governo di ipotesi, proposte e suggestioni (da ieri sera già tutte impilate sulla scrivania del premier Mario Draghi). Il Cdm fissato per giovedì genera una prima scadenza deliberativa, ma i governatori premono, chiedono – quasi pretendono – un nuovo incontro di aggiornamento prima che il governo decida. Una forzatura? Forse. Ma le questioni cruciali sono tante. E una, oggi, svetta sulle altre.

Super Green pass a dicembre: cos'è e cosa prevede. Le ipotesi

L’appello del ministro: "Immunizziamoci tutti"

Speranza si presenta ai governatori con la novità più attesa e gradita per l’accelerazione della campagna vaccinale: grazie al via libera dell’Aifa, i 40-60enni potranno rinforzare subito le barriere immunitarie con la terza dose "a cinque mesi dal completamento del primo ciclo". "Vacciniamoci tutti per essere più forti", è l’ulteriore appello del ministro in queste "ore delicate", alla vigilia di "ulteriori scelte nell’interesse del Paese". Vedi alla voce Green pass.

Green pass ’rinforzato’: come, dove, quando

Le Regioni, come noto, caldeggiano lo sdoppiamento del Green pass: quello di vaccinati e guariti valido in ogni circostanza, anche nelle aree del Paese che diventassero colorate (obiettivo dichiarato salvare shopping natalizio e vacanze sulla neve); invece quello di chi procede per test seriali – senza vaccinarsi – buono solo per l’accesso ai luoghi di lavoro e ai servizi essenziali, sempre se o non appena i contagi determinassero il passaggio a zona gialla (o arancione). Tutti d’accordo? Manco per idea. Roberto Occhiuto (Calabria) propone di anticipare la novità indipendentemente dai colori, penalizzando quindi i non vaccinati anche nelle aree bianche, con esplicito pungolo all’immunizzazione. L’obiettivo di tutti è comunque evitare nuove chiusure, come sta avvenendo proprio in queste ore in Alto Adige. Nelle valli si sfiora il 18% di non vaccinati e il presidente Arno Kompatscher vara una maxi stretta che prevede anche il ritorno del coprifuoco nei comuni zona rossa.

La ratio: "Agire subito tutelare la mobilità"

"Non deve esserci inerzia – è la linea del presidente lombardo Attilio Fontana –. L’importante è tutelare la sicurezza delle aperture, la continuità delle attività commerciali e imprenditoriali, e chi ha fatto proprio dovere rispettando le richieste dello Stato". Giovanni Toti (Liguria) suggerisce un "aumento dei controlli alle frontiere con i Paesi di maggiore flusso", mentre il governatore siciliano Nello Musumeci invoca "l’obbligo vaccinale", misura sostenuta anche da Confindustria e sindacati, tuttavia – al momento – fuori dalle opzioni dell’esecutivo. Il governo riflette su tutte le proposte ma vuole evitare derive assembleari o forzature normative. È il principio di necessità – e di opportunità – a orientare tutte le decisioni che vengono via via prese. Sarà così anche per le modifiche al Green pass.