Terrorismo, un arresto a Cuneo. Un fermo immagine del video dei carabinieri
Terrorismo, un arresto a Cuneo. Un fermo immagine del video dei carabinieri

Cuneo, 30 marzo 2018 - Nuovo blitz contro il terrorismo jihadista: un cittadino marocchino residente in Italia è stato fermato all'alba in Piemonte dai carabinieri del Ros e da quelli del Comando provinciale di Cuneo. Al centro delle indagini, coordinate dalla Procura distrettuale di Roma, le "attività criminali" dello straniero, "fortemente indiziato", sottolineano gli investigatori, di istigazione a delinquere per finalità di terrorismo e di far parte di una associazione terroristica. 

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E' il terzo giorno consecutivo che le forze dell'ordine colpiscono gli ambienti dell'estremismo radicale: ieri erano stati arrestati tra Roma e Latina quattro tunisini e un palestinese accusati di essere fiancheggiatore dell'autore della strage di Berlino, Anis Amri, e due giorni fa a Torino era stato arrestato il marocchino Elmadhi Halili, che secondo le accuse studiava un attentato con un camion. 

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LE INDAGINI - In particolare il marocchino arrestato - Ilyass Hadouz, 19 anni, residente a Fossano - evocava il martirio,  termine che nell'estremismo islamista indica l'autoimmolazione dei terroristi kamikaze. 
Dalle indagini del Ros è emerso che, attraverso i suoi account social su Facebook, Instagram e Twitter, faceva propaganda jihadista e inneggiava al martirio, alla ricompensa che Dio concederà alla comunità dei musulmani impegnati nel jihad, alla punizione dei miscredenti, esaltando le gesta, il valore ed il coraggio dei combattenti in nome di Allah.

Tra le frasi più significative censite su alcuni dei suoi canali Facebook, i riferimenti alla morte nella concezione dello 'shahid' (martire), per il quale "è deprimente morire di vecchiaia", ma anche il destino di chi non crede nella parola di Allah, "ai miscredenti saranno destinati giorni neri che faranno imbiancare i capelli ai bambini".

CONTRO I MISCREDENTI - E ancora, una considerazione sui miscredenti impegnati a "toglierci la luce senza sapere che siamo l'oscurità". Le indagini, sviluppate con le più recenti tecnologie, hanno mostrato l'adesione del marocchino alle tesi della narrativa islamista filo-terrorista: aveva di recente creato un ulteriore profilo Facebook (reso anonimo nelle indicazioni personali e delocalizzato nei riferimenti geografici), collegato direttamente a blog e comunity Facebook intrise di retorica jihadista. 

L'escalation della radicalizzazione di Hadouz, ribattezzatosi Ilyass El Magrebi, si avvia a febbraio di quest'anno, quando i carabinieri hanno monitorato non solo intense navigazioni internet - per lo più di notte - su siti contenenti materiale di propaganda direttamente riferibile all'Isis, ma anche attraverso l'assunzione di comportamenti emulatori della gestualità tipica dei mujaheddin. 
Nell'abitazione del 19enne sono state sequestrati immagini in cui posa come i miliziani-terroristi dell'Isis, di cui guardava i video.

Negli ultimi giorni Hadouz aveva ancora più convintamente aderito alle tesi dell'Islam radicale: su uno dei profili social a lui riconducibili, è stata postata come immagine di sfondo la foto di un Corano esposto alla luce di un cielo stellato su una distesa di sabbia, contenente un riferimento diretto allo Stato islamico. Inoltre era stato modificato anche lo "stato" del profilo con una frase evocativa della protezione di Dio e della buona sorte nell'accingersi ad affrontare una nuova sfida.