Uno dei filmati visti su internet da Agim Miftarov (Ansa)
Uno dei filmati visti su internet da Agim Miftarov (Ansa)

Roma, 10 luglio 2018 - Viveva come un eremita, si addestrava via internet per la fare la jihad e c'era il rischio "imminente e concreto" che potesse compiere un attentato. Per questo Agim Miftarov, macedone di 29 anni, è stato arrestato dai Ros in provincia di Potenza, dove si trovava ospite del Centro di Permanenza per il Rimpatrio. Qui era stato condotto il 27 aprile scorso a seguito delle perquisizioni dei carabinieri nella sua casa in provincia di Viterbo. L'accusa è di "addestramento ad attività con finalità di terrorismo internazionale".

Durante le perquisizioni sono state trovate nella sua casa dei droni, abbigliamento militare e un cellulare. Dalle indagini è emerso che aveva visto circa 900 video attraverso i quali si istruiva per modificare armi o acquisire tecniche di addestramento oltre a stabilire contatti con soggetti radicalizzati in Siri. Tra le ricerche scoperte sul cellulare anche quelle per l'uso di droni commerciali armati e per la realizzazione fai da te di pistole taser. Sempre sul web, aveva pubblicato una serie di foto con la bandiera dell'Isis. Sui social network aveva circe 4mila contatti tutti legati in qualche modo al mondo dell'estremismo islamico. In Italia, in un appartamento a Tolfa, in provincia di Viterbo, faceva il boscaiolo. Non aveva vita sociale ed aveva paura per possibili perquisizioni da parte dei carabinieri al punto da evitare di presentarsi al pronto soccorso dopo essersi procurato una ferita con un'ascia.

PERICOLO ATTENTATO - "La gravità ed attualità dei fatti fa ritenere imminente e concreto il pericolo che dalle condotte dell'indagato scaturissero reati ancora più gravi quale quello di porre in essere un attentato attesa l'azione di auto addestramento compiuto", si legge nell'ordinanza di custodia cautelare del gip Anna Maria Gavoni. Nel provvedimento il giudice scrive che "risultano granitici elementi che dimostrano l'adesione dello stesso alla ideologia di organizzazione terroristiche estremistiche islamiste". Per il gip esistono "corposi elementi specifici che attestano la sussistenza di esigenze cautelari da imporre l'adozione della misura detentiva".