La casa danneggiata del 75enne a Montappone
La casa danneggiata del 75enne a Montappone

Montappone (Fermo), 3 novembre 2016 -  Era rimasto solo senza più la sua casa, danneggiata dal sisma, e con la prospettiva di una vita da sfollato. Non ha retto a questa lunga serie di drammi e ha deciso di farla finita. È una vittima del terremoto a tutti gli effetti Nello Ramadori, il 75enne di Montappone, un paesino delle Marche in provincia di Fermo, che ieri mattina si è sparato un colpo di fucile nel cortile della sua abitazione, resa inagibile dalle continue scosse telluriche. La tragedia si è consumata intorno alle nove di mattina, quando l’uomo, dopo essersi svegliato e aver lasciato la stanza dell’albergo, in cui alloggiava temporaneamente a causa dell’emergenza sisma, si è recato in quella che era una volta la sua casa. Qui ha incontrato un cacciatore che conosceva e ha fatto quattro chiacchiere con lui.

«Stavo andando a caccia, saranno state le 8.30, quando ci siamo visti – racconta Angelo Cecchi –: mi ha detto che aveva intenzione di fare altrettanto. Era tranquillo e non sembrava affatto teso o sconvolto. Abbiamo parlato del più e del meno e anche del terremoto. Quando abbiamo affrontato questo tema, però, ha cambiato espressione. Poi ci siamo salutati e poco dopo ho sentito uno sparo». Anche i vicini hanno udito il rumore del colpo di fucile e, accorsi nel cortile, si sono trovati di fronte la terribile scena. Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. I carabinieri, che hanno esaminato la scena della tragedia, hanno capito subito di trovarsi di fronte a un suicidio. Dopo aver raccolto informazioni in paese, è emerso che il 75enne era molto turbato dal fatto che la sua casa fosse stata dichiarata inagibile a causa della scossa della scorsa settimana. Secondo gli investigatori l’uomo, in pensione da circa dieci anni e precedentemente impiegato in un’azienda di minuterie metalliche, non avrebbe retto allo stress di essere uno sfollato. Il 75enne, dopo il terremoto di mercoledì 26 ottobre e la sua casa dichiarata inagibile, era stato trasferito in un albergo insieme a altri senzatetto del paese. L’uomo, che viveva da solo, non si era mai sposato, aveva perso il fratello e l’unico parente che gli era rimasto era una sorella residente a Falerone, altro paese terremotato a pochi chilometri da Montappone. Alcuni conoscenti raccontano che dormiva davvero poco negli ultimi giorni ed era molto provato dalla situazione.

Terremoto, i numeri del piano Casa Italia

«Lo avevamo sistemato in un albergo del paese – racconta il sindaco di Montappone, Mauro Ferranti –, ma non aveva mai accettato la sua situazione. Era una persona per bene, sempre precisa e vestita in modo elegante. In tutti questi anni non l’abbiamo mai visto lasciarsi andare. Negli ultimi giorni, invece, sembrava quasi si vergognasse di non essere autosufficiente, di essere sfollato. Mangiava poco ed era diventato più introverso». Ieri mattina poi lo hanno visto prepararsi per andare a caccia, una delle sue passioni, e tutti hanno interpretato l’intenzione di uscire come un segnale positivo. Probabilmente, invece, nella sua testa aveva ben chiaro il tragico piano di compiere quel gesto disperato.

Terremoto, nuova forte scossa nel Maceratese