Terremoto Irpinia (Ansa)
Terremoto Irpinia (Ansa)

Avellino, 23 novembre 2015 - Irpinia, 35 anni dopo. Il terremoto che fece strage chiede ancora giustizia. Era sera, quel 23 novembre 1980. La terra tremò in Irpinia e Basilicata, il sisma fu uno dei più terribili degli ultimi 50 anni della storia d'Italia. All'epicentro la magnitudo fu di 6,8 gradi della scala Richter, 9-10 gradi sulla scala Mercalli. Il terremoto dell'Aquila nel 2009 si è fermato a 6,3 Richter. Nel giorno dell'anniversario, sono ancora un pugno nello stomaco i numeri della tragedia: secondo dati contenuti in atti parlamentari, i morti furono 2.570 (309 le vittime dell'Aquila), 8.848 feriti e circa 300 mila senzatetto, distribuiti in 687 comuni.

LA RICOSTRUZIONE - Ma, 35 anni dopo, a che punto siamo con la ricostruzione? Sembra quasi paradossale chiederselo, a così tanto tempo dal terremoto. Lo Stato ha impiegato 50 miliardi di lire (circa 26 miliardi di euro) per rimettere in piedi l'area. Ma il complesso di interventi messo in campo per la ricostruzione e lo sviluppo industriale della aree colpite dal terremoto, non ha sortito per intero gli effetti sperati. I lavori non sono ancora completati, in alcuni comuni le persone vivono ancora nei prefabbricati (ne furono montati oltre 26 mila). La ricostruzione è ancora in corso, 35 anni dopo. Lo sviluppo industriale si è realizzato solo in parte: delle aziende che hanno beneficiato dei contributi dello Stato, solo alcune sono in attività, altre hanno chiuso i battenti e sono fallite, altre ancora non hanno mai cominciato l'attività produttiva. E gli occupati sono ben al di sotto delle previsioni. 

LA COMMEMORAZIONE - Oggi sono previste celebrazioni religiose e cerimonie civili in vari comuni del "cratere" del sisma.