LACRIME La foto dei bambini che osservano la demolizione  della loro vecchia scuola è uno dei simboli del terremoto del 2016
LACRIME La foto dei bambini che osservano la demolizione della loro vecchia scuola è uno dei simboli del terremoto del 2016

Macerata, 24 giugno 2019 - Un giornale racconta, denuncia, prova anche a costruire. Non potete immaginare con quanto strazio nel cuore i nostri giornalisti vi documentano dal 2016 su uno dei più terrificanti terremoti degli ultimi cento anni, denunciando omissioni, ritardi – a volte colpevoli ritardi – e ancora oggi una irritante burocrazia che rende ancora più complicata la ricostruzione. Il centr’Italia è stato messo in ginocchio, con tre sue regioni doc: Marche, Umbria e Lazio. Ma detto così centr’Italia vuol dire poco o nulla: bisogna metterci i volti, i cuori e la ‘carne’ di uomini e le donne, di tanti bambini, di tantissimi vecchi. Facce sempre più stanche, demoralizzate, devastate dal sisma. Decine di migliaia di persone. Chi è morto, chi ha perso il lavoro, chi ha perso la famiglia, chi ha perso tutto, anche la speranza. Dobbiamo farci i conti. «Non c’è uomo senza speranza», scriveva Sant’Agostino. E allora ecco che un giornale deve raccontare e denunciare sì, ma fra i suoi compiti c’è anche quello di provare a costruire, insieme ai suoi... azionisti di riferimento che siete voi lettori. Subito dopo la tremenda prima scossa dell’agosto 2016 il nostro quotidiano ha aperto una sottoscrizione per aiutare queste terre, queste persone che rischiavano di rimanere senza speranza. Abbiamo raccolto oltre 323mila euro in poco tempo, siete stati splendidi, e quasi la metà dei fondi vedrà mercoledì prossimo i primi, importanti frutti.

Apre a Muccia (Macerata) la nuova scuola dell’infanzia Edmondo De Amicis, mille metri quadrati. Ospiterà in partenza 47 studenti (asilo ed elementari), ma potrà accoglierne fino a 80. È stata costruita in 150 giorni, dal gennaio scorso. Ospiterà già dai prossimi giorni una Summer school. Un autentico capolavoro e il merito è soprattutto del maestro e tenore Andrea Bocelli che da anni, con la sua Fondazione, fa del bene in giro per il mondo. È lui che ha voluto fortissimamente quest’opera. È lui che ci ha messo del genio volendo un pianoforte al centro della struttura, pianoforte che settimanalmente regalerà emozioni ai bambini ospitati dalla De Amicis. È lui che ha fatto da catalizzatore a sponsor e offerte varie. Ed è sempre Bocelli che continua a ripetere: "Abbiamo fatto una promessa ai nostri giovanissimi amici di Muccia: restituire loro una scuola bella, sicura, innovativa, accogliente. Di più, farlo velocemente, farlo bene, rispondendo ai loro sogni (e ai loro bisogni). Una promessa fatta ai bambini è se possibile ancora più sacra, più irrinunciabile". 

Bambini che neanche un anno fa piangevano, insieme ai loro genitori, mentre osservavano in diretta le ruspe che demolivano definitivamente la loro scuola. Immagini toccanti, che sono diventate anche una mostra presentata nei giorni scorsi a Pitti Bimbo a Firenze: quindici foto d’autore, dalla disperazione alla rinascita. La promessa di Bocelli è stata mantenuta e ora siamo tutti pronti a far festa mercoledì pomeriggio a Muccia, per l’inaugurazione della scuola. Muccia è un paesino di neanche mille anime del Maceratese, uno dei più colpiti dal terremoto: sono inagibili 95 case su 100. Un paese distrutto, ma che non vuole morire. "Un paese – spiega il sindaco Mario Baroni – che ha bisogno di un’accelerata e l’inaugurazione della scuola può essere il primo vero passo della ricostruzione. Grazie alla Fondazione Bocelli, grazie al vostro giornale, grazie a tutti coloro che hanno contribuito: senza i privati non avremmo fatto nulla".