Una delle pareti delle strutture edificate ad Arquata per ospitare gli sfollati, dopo il sisma del 2016, dove sono spuntati i funghi
Una delle pareti delle strutture edificate ad Arquata per ospitare gli sfollati, dopo il sisma del 2016, dove sono spuntati i funghi
ARQUATA (Ascoli Piceno), 12 ottobre 2021 - Oltre al danno, la beffa. È proprio il caso di dirlo per alcuni terremotati di Arquata, una delle cittadine più colpite dal terremoto del 2016 che ha devastato il centro Italia. Arquata è stato il simbolo delle Marche. Negli ultimi giorni, nelle casette predisposte in sostituzione delle abitazione distrutte o comunque inagibili, sono addirittura spuntati dei funghi: sembra assurdo, ma è tutto vero. È successo nei moduli Sae, frazione di Borgo; le casette sono state allestite su un terreno piuttosto umido e il maltempo dell’ultimo periodo ha favorito la...

ARQUATA (Ascoli Piceno), 12 ottobre 2021 - Oltre al danno, la beffa. È proprio il caso di dirlo per alcuni terremotati di Arquata, una delle cittadine più colpite dal terremoto del 2016 che ha devastato il centro Italia. Arquata è stato il simbolo delle Marche. Negli ultimi giorni, nelle casette predisposte in sostituzione delle abitazione distrutte o comunque inagibili, sono addirittura spuntati dei funghi: sembra assurdo, ma è tutto vero. È successo nei moduli Sae, frazione di Borgo; le casette sono state allestite su un terreno piuttosto umido e il maltempo dell’ultimo periodo ha favorito la nascita dei funghi. Colpa anche della scarsa manutenzione delle singole strutture: è non è questo il primo disagio che i terremotati devono sopportare.

A segnalare la vicenda, sui social, è stato un inquilino delle Sae che ha provato a nascondere, con una battuta, la sua indignazione. "Rivogliamo le nostre case il prima possibile – ha scritto l’arquatano –. Noi nelle Sae non ci facciamo mancare niente. Se escono pure i tartufi, non la lascio più la casetta". Non è la prima volta, comunque, che la popolazione di Arquata, a oltre cinque anni dal terremoto del 24 agosto 2016, deve sopportare umiliazioni del genere.

Tanti, forse troppi, sono stati i disagi che i residenti delle casette sono stati costretti a sopportare in tutti questo periodo. Basti ricordare, ad esempio, che le nevicate degli inverni passati provocarono il congelamento dei boiler. I temporali, invece, causarono infiltrazioni d’acqua piovana in numerose abitazioni. E, come se tutto ciò non bastasse, fino a qualche mese fa alcuni terremotati continuavano a ricevere ancora le bollette per le case che invece erano state letteralmente distrutte dal terremoto. Insomma, tante situazioni che non aiutano gli arquatani a mettersi alle spalle i danni causati dal terremoto e a ricominciare. L’ultimo episodio, quello relativo ai funghi, ha creato ovviamente disappunto anche al sindaco Michele Franchi, il quale si appella ai manutentori e alla Regione, affinchè certe spiacevoli sorprese, per chi ha già pagato a caro prezzo le conseguenze del terremoto, non arrivino più.

"È assurdo che i nostri concittadini debbano subire ulteriori disagi dopo i problemi causati dal sisma di cinque anni fa – spiega Franchi –. Non è la prima volta che ci segnalano funghi all’interno delle abitazioni e speriamo che questa sia l’ultima. La famiglia che ha avuto tale disagio, comunque, a breve tornerà nella sua abitazione originaria, visto che il progetto di ricostruzione è a buon punto, ma occorre che la Regione e l’Erap provvedano a una migliore manutenzione delle Sae. Tutto questo non deve più accadere, perché sappiamo bene cosa significhi, per i nostri concittadini, vivere all’interno delle Sae. Il terreno di Borgo, purtroppo, è molto umido e la nascita di questi funghi, evidentemente, dimostra che qualche lavoro non è stato fatto proprio nel migliore dei modi – conclude il sindaco di Arquata –. Sono pochi casi, sinceramente, ma sono decisamente molto gravi".