di Elena G. Polidori La variante Delta (ormai diffusa quasi quanto quella Alfa, la prima che si è conusciuta) comincia a preoccupare il governo. Domani dovrebbe essere in programma una cabina di regia col premier Mario Draghi e le forze di maggioranza per discutere del cambio dei parametri per i colori delle Regioni e della possibile estensione dell’obbligo del Green pass per luoghi come – tra gli altri – stadi, piscine, palestre, concerti. Nella stessa giornata, potrebbe anche tenersi un Consiglio dei ministri, ma di sicuro si arriverà alla riunione di mercoledì dopo il passaggio di oggi, ovvero la Conferenza straordinaria Stato-Regioni, convocata dal ministro Maria Stella Gelmini proprio...

di Elena G. Polidori

La variante Delta (ormai diffusa quasi quanto quella Alfa, la prima che si è conusciuta) comincia a preoccupare il governo. Domani dovrebbe essere in programma una cabina di regia col premier Mario Draghi e le forze di maggioranza per discutere del cambio dei parametri per i colori delle Regioni e della possibile estensione dell’obbligo del Green pass per luoghi come – tra gli altri – stadi, piscine, palestre, concerti. Nella stessa giornata, potrebbe anche tenersi un Consiglio dei ministri, ma di sicuro si arriverà alla riunione di mercoledì dopo il passaggio di oggi, ovvero la Conferenza straordinaria Stato-Regioni, convocata dal ministro Maria Stella Gelmini proprio sulla "revisione dell’attuale sistema di monitoraggio del rischio epidemiologico da Covid-19" e "ulteriori indicazioni sull’utilizzo del ‘Green pass’".

Segnali che, ovviamente, non fanno presagire nulla di buono. Secondo indiscrezioni di ieri, infatti, sul tavolo della conferenza ci dovrebbe essere la revisione dei parametri (per le Regioni) per l’eventuale ritorno in zona gialla, fatto salvo che sarebbe intenzione del governo, almeno secondo quanto affermato dallo stesso ministro Speranza qualche giorno fa, di tenere tutta l’Italia in zona bianca almeno fino a Ferragosto. Salvo – però – che i dati non costringano a rivedere queste buone intenzioni. E qualcosa – a quanto sembra – non va più nella direzione sperata. A quanto si è appreso ieri, il parametro per rientrare in zona gialla dipenderà dall’occupazione delle terapie intensive. Che dovrà essere superiore al 5% dei posti letto a disposizione, con quella dei reparti ordinari superiore al 10%. E, per restare in zona bianca, le Regioni dovranno avere un tasso di occupazione delle terapie intensive inferiore al 5% dei posti letto e inferiore al 10% nei reparti ordinari.

In sintesi, una Regione che superi la soglia dei 50 casi su 100mila abitanti, per tre settimane di fila – criterio oltre il quale si entrerebbe in zona gialla –, se rispondesse a questi nuovi criteri resterebbe "bianca", ma resterà solo una questione legata alle terapie intensive o ci sarà qualcosa in più? Quello che sembra certo è che, di pari passo, saranno anche ricalibrati i parametri delle zone arancione e rossa, ma non è detto che questo avvenga oggi o durante la cabina di regia con Draghi. "Dobbiamo andare per gradi – affermano al ministero della Salute – per il momento sappiamo solo che la variante Delta circola parecchio". Soprattutto – è sottolineato – tra i non vaccinati, ovvero qualla larga fascia della popolazione che per motivi diversi (sarebbero oltre 15 milioni di italiani senza ’protezione vaccinale’, ndr) non hanno fatto neppure la prima dose. E molti sono nella fascia di età degli over 60, da sempre quella più a rischio. Mentre – invece -–quasi tutti gli indicatori rilevano che la circolazione del virus è in rapida risalita anche se nessuna Regione supera ancora la soglia critica nelle terapie intensive.

Siamo all’inizio di una nuova ondata, come dimostrano i dati degli altri Paesi europei? L’attenzione degli esperti è puntata sulla vaccinazione e su una campagna sempre più incisiva.

In base ai vecchi criteri tra le Regioni più a rischio zona gialla ci sono la Sicilia, la Sardegna, il Lazio e il Veneto. Con i nuovi criteri invece, che potrebbero essere annunciati oggi, rischiano per le rianimazioni Toscana (4%), Lazio, Sicilia, Calabria (tutte col 3%), mentre per i reparti ordinari la Calabria (6%) è quella che più si avvicina alla quota del 10%.