di Giovanni Rossi Già a novembre i cittadini dell’Unione europea potranno cominciare a vaccinarsi contro il Covid-19. Non tutti insieme nelle prime settimane, visti i numeri in ballo, ma la notizia del giorno è proprio la conferma che le prime dosi saranno consegnate tra soli 60-70 giorni: un tempo eccezionalmente breve per una pandemia. Fonti primarie della Commissione certificano l’accelerazione in corso. A essere somministrato per primo ai cittadini europei sarà il vaccino sviluppato dall’Università di Oxford – con il concorso decisivo della Irbm-Adventis di Pomezia – e prodotto da...

di Giovanni Rossi

Già a novembre i cittadini dell’Unione europea potranno cominciare a vaccinarsi contro il Covid-19. Non tutti insieme nelle prime settimane, visti i numeri in ballo, ma la notizia del giorno è proprio la conferma che le prime dosi saranno consegnate tra soli 60-70 giorni: un tempo eccezionalmente breve per una pandemia. Fonti primarie della Commissione certificano l’accelerazione in corso. A essere somministrato per primo ai cittadini europei sarà il vaccino sviluppato dall’Università di Oxford – con il concorso decisivo della Irbm-Adventis di Pomezia – e prodotto da AstraZeneca.

L’Unione europea ha già prenotato 300 milioni di dosi, con opzione per altre 100, nell’ambito di un complesso accordo, inclusivo di manleva per le possibili responsabilità civili. La proprietà delle dosi "sarà degli Stati membri: noi paghiamo l’anticipo", necessario "perché le compagnie si assumano il rischio", spiega una fonte di Palazzo Berlyamont impegnata nel dossier. Il vaccino prodotto da AstraZeneca (che l’Europa intende assicurare gratuitamente ai Paesi a reddito medio-basso dello spazio economico europeo) è tecnicamente un "adenovaccino" che utilizza la versione depotenziata di un adenovirus come vettore del gene Spike del Coronavirus per attivare gli anticorpi.

Non è l’unica soluzione sul quale la Ue sta puntando.È candidato alla produzione "un altro vaccino di questo tipo, di Johnson & Johnson, con cui firmeremo un contratto presto", rivela la stessa fonte. Spiegando nel dettaglio la diversificazione in atto: interlocuzioni e accordi differenziati per strategia vaccinale. In pista ci sono infatti anche "Sanofi, che usa una tecnologia più tradizionale", a Dna-ricombinante come nel vaccino antiinfluenzale quadrivalente, e poi Curevac, Rivals Moderna e PfizerBiontech con tre vaccini di concezione alternativa "basati sull’mRna (Rna messaggero)".

Proprio il vaccino di Rivals Moderna è quello sul quale sembra puntare maggiormente Donald Trump, che pure ha firmato contratti anche con AstraZeneca e PfizerBiontech per la sperimentazione negli Stati Uniti. Ma l’ipotesi di una distribuzione già in ottobre, in grado di influenzare la campagna elettorale, non appare credibile. "Ipotizzabile, non probabile", è la stima di Anthony Fauci, il capo del Niaid, spesso in collisione con Trump. La data ipotizzata dalle autorità sanitarie è infatti il 1° novembre.

I casi di Coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore salgono intanto a 1.397 ( 272.912 da inizio emergenza). Dieci i morti (35.507 il totale), 120 i pazienti in terapia intensiva, 1.505 quelli nei reparti ordinari (68 in piu). E se si prende in esame la settimana 26 agosto-1 settembre, come fa la Fondazione Gimbe nel suo monitoraggio rispetto ai sette giorni prececenti, l’incremento statistico è lampante: +37,9% di casi (9.015 vs 6.538), +15% di decessi (46 vs 40), + 42,6% di terapie intensive, + 30,4% di ricoverati con sintomi. "Un trend preoccupante", sottolinea il presidente Nino Cartabellotta.