5 feb 2022

Terapia del sesso con le pazienti "È assurda, ma non c’è violenza"

Respinta la richiesta della procura. Sono 29 le denunce presentate nei confronti del medico

Giovanni Miniello, 68 anni, ginecologo barese finito agli arresti domiciliari per violenza sessuale
Giovanni Miniello, 68 anni, ginecologo barese finito agli arresti domiciliari per violenza sessuale
Giovanni Miniello, 68 anni, ginecologo barese finito agli arresti domiciliari per violenza sessuale

BARI Il Tribunale del Riesame di Bari ha rigettato l’appello della Procura che chiedeva la detenzione in carcere per Giovanni Miniello, il ginecologo barese arrestato il 30 novembre scorso per violenza sessuale aggravata nei confronti di due pazienti. I giudici hanno quindi confermato la detenzione del medico agli arresti domiciliari. Un rapporto sessuale "teorizzato di liceità" – secondo i giudici –, perché "contrabbandato come avente finalità terapeutiche" è "certamente detonante dell’intento del medico di compiere una congiunzione carnale", ma "dubbi si pongono circa l’idoneità dell’atto stesso a ledere la libertà di determinazione delle donne". I giudici hanno così rigettato l’appello della Procura, confermando le valutazioni fatte dal gip a novembre nell’ordinanza di arresto e quindi la detenzione agli arresti domiciliari per due episodi di violenza sessuale. Non hanno invece ritenuto sussistente l’ipotesi che anche la proposta di rapporti sessuali come cura per il papillomavirus sia configurabile come violenza. Secondo i giudici, cioè, "per quanto deontologicamente scorretta, la condotta di Miniello non risulta né irresistibilmente coattiva né posta in essere con approfittamento delle condizioni di inferiorità fisica o psichica delle pazienti", tanto è vero che "la proposta terapeutica alternativa era apparsa talmente surreale" alle pazienti da rifiutarla. Per la difesa dell’indagato, l’avvocato Roberto Eustachio Sisto, "il provvedimento del Riesame e quello del gip, si sono posti in perfetta linea con i fondamentali principi in materia di libertà personale". A sostegno dell’accusa, i pm avevano inoltre sostenuto che nella proposta di "terapia del sesso" fatta da Miniello mancasse uno dei cardini della medicina: il consenso informato delle pazienti. Anche su questo i giudici non sono d’accordo. "La prospettazione di realtà inesistenti instillati a pazienti nel pieno possesso delle proprie facoltà intellettive sensoriali e in grado di comprendere perfettamente il senso assurdo del gesto – dicono – , non è qualificabile in termini di attività medica ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?