Il tono della lettera anonima era mellifluo: "come comprenderà, i mass media sono avidi di notizie di tale portata, vista la visibilità internazionale del marchio Loro Piana e sono disposti a compensare adeguatamente gli informatori". È così che si è inguaiato, finendo ai domiciliari in un’inchiesta della Procura di Torino, Marco Clementi, 49 anni, dipendente dell’Agenzia delle Entrate di Vercelli, accusato di tentata estorsione e accesso abusivo a sistema informatico. Questo per non rendere nota una vertenza tra l’Agenzia delle Entrate e il gruppo Loro Piana (nella foto Sergio Loro Piana con la moglie), già in via di definizione. Il funzionario - che è stato sospeso in via cautelare dall’Agenzia, che sta collaborando con gli inquirenti – ha cercato di mettere a segno la sua estorsione in modo anche piuttosto maldestro: la somma di 300 mila euro, ma in 800 sterline d’oro, doveva essere consegnate la notte del 5 luglio 2020 "in due tubi cavi contrassegnati da fiori rossi in plastica" in buste realizzate con normali fogli A4.