La superficie solare con le macchie in evidenza (Messerotti)
La superficie solare con le macchie in evidenza (Messerotti)

Roma, 30 ottobre 2021 - La tempesta geomagnetica – o tempesta di Halloween, perché nel 2003, tra fine ottobre e novembre si è verificata  una serie di eventi dovuti a brillamenti solari molto intensi - "è attesa tra oggi 30 ottobre e domani 31 ottobre, sulla base delle informazioni che abbiamo. Ma è prevista di intensità media, quasi non ce ne accorgeremo".  Nemmeno Mauro Messerotti, senior advisor for Space Weather alla direzione scientifica dell’INAF e docente di Meteorologia e Climatologia dello Spazio all’Università di Trieste, può essere certo che l'evento si verificherà davvero e soprattutto  conoscere  l’ora di ‘atterraggio’ . Intanto l'attesa è diventata virale in Rete. "Potremo ragionare sull'orario - spiega il professore -  quando il satellite americano Discovery sarà in grado di rilevare le particelle, a un milione di chilometri dalla Terra”. Quindi la tempesta geomagnetica arriverà sicuramente o arriverà forse? “C’è sempre un’alea - riconosce il fisico solare -. Nelle previsioni arriverà. Ma non si sa con che intensità  perturberà il campo magnetico terrestre. Gli effetti si vedranno solo dopo" . 

L'allerta era stata lanciata dal Noaa, National Oceanic and Atmospheric Administration, l'agenzia federale statunitense che si occupa di oceanografia, meteorologia e climatologia. I meteorologi Noaa hanno parlato di una probabilità dell'85%, con possibilità di vedere straordinarie aurore boreali alle medie latitudini, ad esempio anche in Kansas, Nebraska, Oregon, Virginia. Insomma Un episodio di brillamento solare era stato catturato il 28 ottobre dal  Solar Dynamics Observatory, telescopio spaziale della Nasa. 

 

Ultimi bollettini

Gli ultimi bollettini  ipotizzano una velocità minore a quella stimata, che potrebbe spiegare il ritardo - il Noaa ora ha spostato le possibilità fino al 2 novembre - e diminuire la potenza della tempesta solare. L'ente Usa certifica: finora nessun blackout. Domenica 31 ottobre gli strumenti hanno registrato un evento minore, "una Cme (acronimo dall'inglese coronal mass ejection, esplusione di massa coronale)  partita dal Sole il 26 ottobre, che ha perturbato a livelli minori il campo geomagnetico per due ore nella notte tra sabato e domenica. Ma non ha provocato nulla di significativo", fa sapere il professor Messerotti. "L'evento è in ritardo ma il Noaa pensa che debba arrivare", scrivono sui social gli appassionati. 

Di cosa parliamo

Ma cosa s'intende per tempesta geomagnetica? In parole semplici: "La terra ha un suo campo magnetico che fa da ombrello, è come avere uno scudo. Quando arrivano particelle elettricamente cariche dallo spazio, queste particelle defluiscono. Ma se hanno energia molto elevata e sono tante, penetrano nell’ombrello e lo comprimono. Questo provoca diversi eventi, dalle aurore boreali ai blackout elettrici".

Gli effetti 

Nel 1989 in Quebec sono rimaste al buio sei milioni di persone. "Ma quello è stato un evento eccezionale, molto più intenso - tiene a precisare Messerotti -. In questo caso non prevedo assolutamente blackout. Ci saranno aurore boreali, anzi sarebbe meglio chiamarle polari, perché si verificheranno anche nell’emisfero sud. Potranno arrivare fino a 50 gradi di latitudine. In Italia? Siamo troppo in basso. Si vedranno in tutti i paesi in cui sarà notte quando avremo il picco del fenomeno. Il percorso delle particelle che verranno iniettate nel campo magnetico terrestre dipenderà molto dai parametri di questa bolla di plasma che ancora non conosciamo".  Nel 1959 le autore boreali si videro anche da noi. “Se è per questo anche nell’evento del Quebec - ricorda il radioastrofisico  -. Ma non è questo il caso. Non si prevede un fenomeno particolarmente eclatante. È il secondo dall’inizio del ciclo. Il primo si è verificato il 3 luglio, era anche più intenso di questo. Però non ha catturato tutta questa attenzione".  Allora  in Italia la tempesta geomagnetica che cosa provocherà? “Si potranno percepire variazioni, soprattutto nella propagazione  delle onde corte. Si potranno avere interruzioni per i mezzi che usano in particolare i radioamatori. Nella vita di ogni giorno non ci succederà nulla. Non ci saranno blackout elettrici o altro. Nemmeno in Canada, a mio parere”.

Lucilla Alfonsi, ricercatrice dell'Ingv, alla domanda se la tempesta geomagnetica si verificherà davvero dopo un'occhiata agli ultimi bollettini resta prudente "La risposta non la sappiamo. Nei modelli è prevista ma ancora  non si vede sui dati. Al momento il campo magnetico è relativamente quieto". 

Aurore boreali

Sicuramente lo spettacolo più affascinante. Il Met Office Space, servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, prevede avvistamenti  possibili anche in  Scozia, Irlanda del Nord e Inghilterra del Nord, nuvole permettendo. In attesa della tempesta, nella notte tra sabato 30 ottobre e domenica 31 gli appassionati hanno potuto scattare foto di aurore boreali in Islanda. 
 

Che potenza avrà?


Chiasce Messerotti: “La previsione degli americani è che la tempesta geomagnetica, che potrà durare anche più di un giorno, sarà di classe G3, intermedia. L’ultima classe è la G5, indica un evento estremo. È un evento che se sarà confermato, perché la cosa dipende da molti fattori, non avrà un impatto eccezionale sulla società”.

I precedenti

Nel settembre 2017 una tempesta geomagnetica di categoria 4 provocò problemi alle comunicazioni radio nelle regioni polari e disturbò i sistemi di navigazione Gps.  Nel 2003,  tra fine ottobre e novembre, si è verificata una serie di eventi dovuta a brillamenti solari molto intensi. Si parlò di 'tempesta di Halloween'. Ricorda il fisico solare: "Allora provocò  blackout elettrici, sempre a latitudini elevate. Ad esempio in Sud Africa vennero distrutte quindici stazioni di distribuzione dell’energia". Uno degli eventi più potenti si è registrato il 13 marzo 1989. Un blackout di ore lasciò al buio sei milioni di persone. Anche per questo, è rimasto nelle cronache come il giorno in cui il sole ha portato l'oscurità.  Risale alla notte tra il 18 e il 19 settembre 1941  una delle tempeste magnetiche più violente mai registrate. Andando ancora più indietro nella storia: fu devastante quella tra il 1 e il 2 settembre 1859,  il famigerato "evento di Carrington". Mandò in tilt il  sistema telegrafico, "con i cavi che si fusero perché erano in rame e captavano le correnti elettriche generate nella ionosfera terrestre", così la rievocò Messerotti. 

Spiega Biagio Giaccio del Cnr: "Noi siamo in qualche modo schermati dagli effetti di questi flussi importanti di particelle cosmiche grazie al nostro campo magnetico terrestre.  Riesce a intercettare gran parte delle particelle che arriverebbero invece sulla terra. Mi sono occupato in passato di queste cose proprio perché quando ci sono le inversioni dei poli magnetici, che avvengono con una certa regolarità nella storia terrestre, praticamente il campo magnetico terrestre si annulla. E sono momenti in cui tutto il flusso di particelle comische arriva direttamente sulla superficie. In questo momento il campo magnetico terrestre è in lieve calo di intensità. Ma sono fluttuazioni secolari normali, che in qualche modo potrebbero un po’ esacerbare gli effetti di questa tempesta cosmica".