Telegram, app di messaggistica istantanea
Telegram, app di messaggistica istantanea

Roma, 22 ottobre 2020 - L'app spoglia-donne finisce nel mirino del Garante per la Privacy, che ha aperto un'istruttoria nei confronti di Telegram. Tutto nasce da notizie di stampa dei giorni scorsi sul "caso di alcune ragazze vittime di un particolare tipo di "deep fake", cioè video e immagini realizzati attraverso app che consentono di trasformare il volto, la voce e il corpo delle persone, creando veri e propri "falsi".

In pratica le ragazze si sono ritrovate, a loro insaputa, "spogliate" su Telegram dopo che alcuni utenti avevano manipolato le loro foto. Il programma informatico - derivato da un software chiamato "DeepNude" - è disponibile sul canale social e impiega l'intelligenza artificiale per ricostruire l'aspetto che avrebbe il corpo sotto gli indumenti.

Questa app non è proprio l'equivalente, nell'era tecnologica, degli occhialini a raggi x che facevano sognare i ragazzini degli anni '70: intanto funziona davvero, ed è in grado di mettere alla berlina le innocenti vittime, inoltre le immagini rischiano di diventare virali, moltiplicando il danno all'infinito.

Per l'Autorità, dunque, "le gravi lesioni alla dignità e alla privacy a cui l'uso di un software simile espone le persone, soprattutto se minori, sono evidenti, considerati anche il rischio che tali immagini vengano usate a fini estorsivi o di revenge porn e tenuto conto dei danni irreparabili a cui potrebbe portare una incontrollata circolazione delle immagini, fino a forme di vera e propria viralizzazione". 

Inoltre "la facilità d'uso di questo programma rende, peraltro, potenzialmente vittime di deep fake chiunque abbia una foto sul web". Il Garante "chiederà a Telegram di fornire informazioni, al fine di verificare il rispetto delle norme sulla protezione dei dati nella messa a disposizione agli utenti del programma informatico, nonché di accertare l'eventuale conservazione delle immagini manipolate e le finalità di una tale conservazione".
Oltre all'avvio dell'istruttoria, l'Autorità "sta valutando ulteriori iniziative per contrastare gli usi illeciti di questo tipo di software e contenere gli effetti distorsivi del più ampio fenomeno del deep fake".