Angela Merkel (Ansa)
Angela Merkel (Ansa)
Tre, due, uno: ultimi giorni prima che i tedeschi cambino la storia. Il voto di domenica deciderà chi prenderà il posto di Angela Merkel. Della cancelliera di ferro (con le armi della mediazione) che in 16 anni è diventata niente di meno che questo: la donna più potente del mondo e la "madre" della propria nazione. Impresa impari dunque quella del successore, tanto che, come ha scritto il New York Times, la sfida elettorale è stata all’insegna del quesito: "Qual è la cosa più simile alla Merkel?". Udo Gumpel, corrispondente della tv tedesca RTL da anni in Italia, ribalta però questa prospettiva. Secondo lui i tedeschi hanno da tempo elaborato il “lutto“ merkeliano e vogliono cambiare. Tra i due sfidanti con più chance, il cristianodemocratico Laschet e il socialdemocratico Scholz, chi è il più...

Tre, due, uno: ultimi giorni prima che i tedeschi cambino la storia. Il voto di domenica deciderà chi prenderà il posto di Angela Merkel. Della cancelliera di ferro (con le armi della mediazione) che in 16 anni è diventata niente di meno che questo: la donna più potente del mondo e la "madre" della propria nazione. Impresa impari dunque quella del successore, tanto che, come ha scritto il New York Times, la sfida elettorale è stata all’insegna del quesito: "Qual è la cosa più simile alla Merkel?". Udo Gumpel, corrispondente della tv tedesca RTL da anni in Italia, ribalta però questa prospettiva. Secondo lui i tedeschi hanno da tempo elaborato il “lutto“ merkeliano e vogliono cambiare.

Tra i due sfidanti con più chance, il cristianodemocratico Laschet e il socialdemocratico Scholz, chi è il più simile alla erede di Kohl?

"Non è questo il dibattito interno, la visione Merkel-centrica la avete voi, da fuori. All’ultimo comizio sia la cancelliera sia il candidato Laschet, da lei sostenuto senza entusiasmi, sono stati sonoramente fischiati".

Dove e come si è appannata la sua figura carismatica?

"In Germania negli ultimi tempi è stata criticata, soprattutto per la sua inattività nella lotta al cambiamento climatico: l’alluvione catastrofica ha sconvolto la Germania".

Lei e il suo partito pagano la politica verso i migranti?

"Nel 2015 era questa la critica, e non solo dall’ultradestra. “Ce la facciamo“, rispondeva da figlia di un pastore luterano, e ha avuto ragione perché i profughi accolti dai conflitti – il cui numero tra l’altro è pari a quello dei migranti italiani arrivati in Germania – sono ora integrati. I consensi ha cominciato a perderli per gli scandali di corruzione di alcuni parlamentari Cdu legati alla compravendita di mascherine, poi per l’alluvione".

La pandemia ha spostato gli equilibri politici?

"Se durante la prima ondata Merkel è riuscita a spiegare come una professoressa qual era la situazione, imparando dal caso italiano, nella seconda e terza ha fallito. Ed è diventata l’anatra zoppa della politica".

I sondaggi danno il candidato centrista in affanno. Chi vincerà?

"Laschet si è mostrato debolissimo e non solo per le gaffe (rise davanti ai parenti delle vittime dell’alluvione, ndr) ma anche per l’incapacità di proporre soluzioni “zero-carbone“. Sono sicuro che sarà Olaf Scholz della Spd il cancelliere. È stato l’ex ministro delle Finanze dei governi di Grande coalizione; è socialdemocratico ma conservatore, da ex sindaco della città-locomotiva dell’industria, Amburgo".

Come sarà il nuovo governo?

"I verdi, nonostante gli scivoloni per i titoli da curriculum falsati dalla loro leader, Annalena Baerbock, saranno decisivi. La Spd governerà con la “coalizione semaforo“ (rossa-verde-gialla), ossia con i verdi e i liberali".

La Germania sarà ancora così forte?

"Sì, ma in un senso diverso. La promessa, che solo a guardare le cifre degli investimenti fa paura, è di convertire in elettrico la più grande industria automobilistica del mondo, quella tedesca appunto, parliamo di 500 miliardi di Pil. La sfida, che interessa anche le aziende italiane di componenti come la Gkn per gli effetti della transizione, sarà di produrre almeno la metà delle nuove batterie nel Paese. In questa scommessa si gioca il futuro, altro che politica estera".

Eppure, domenica l’Europa perderà anche la sua leader. I tedeschi sono consapevoli?

"La vera forza sarà quella tecnologica. Dal punto di vista diplomatico, credo che la politica del “consenso mediato“ della Merkel non sarà modificata. E le proposte francesi di staccarsi dagli Usa da noi non trovano spazio".

Scholz può essere il nuovo Willy Brandt, riavviando il disgelo con la Russia?

"Non esageriamo, ma seguirà la linea Merkel con Mosca. Con l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue la considerazione verso l’Italia è cresciuta: c’è sintonia con Draghi. Ma l’Italia non si aspetti “colombe“ sui conti pubblici. Dovrà fare buon uso dei fondi europei, seguire il PNRR, l’unica strada per uscire dalla dipendenza della droga del denaro facile “gratis“".