Teatro Lirico: i tempi  per l’avvio  dei lavori si allungano per la presenza di amianto
Teatro Lirico: i tempi per l’avvio dei lavori si allungano per la presenza di amianto

Milano, 3 dicembre 2014 - E spunta l’amianto. Cattive notizie per il Teatro Lirico, chiuso dal 1998 e in attesa di restauroL’assessore comunale ai Lavori pubblici Carmela Rozza comunica che «nella volta sopra la platea è stata riscontrata la presenza di amianto. I tempi per l’avvio dei lavori si allungano». Lo scorso febbraio, alla presentazione ufficiale del progetto di riqualificazione del teatro di via Larga che sarà intitolato a Giorgio Gaber, Palazzo Marino aveva fissato l’apertura del cantiere del Lirico nella primavera del 2015. Niente da fare. L’operazione di restauro dovrà aspettare qualche altro mese. «Contiamo di partire con i lavori nell’autunno 2015», afferma la Rozza. L’apertura del «nuovo» Lirico, inizialmente fissata entro il 2016, slitta al 2017, amianto permettendo, trovato nella stessa posizione in cui era presente al Teatro alla Scala.

La Rozza, comunque, assicura che il bando per l’assegnazione dell’appalto per i lavori sarà lanciato in tempi brevi: «Prima delle vacanze natalizie o al più tardi a gennaio». Contestualmente dovrebbe partire anche il bando per la gestione del teatro. Sì, perché la rinascita del Lirico è affidata a una collaborazione tra pubblico e privato. Il Comune ha già stanziato 16,5 milioni di euro per i lavori di restauro della struttura, mentre il gestore privato dovrebbe sborsare 1,5 milioni di euro per il rifacimento degli arredi del teatro. Lo scorso 5 novembre il Comune ha affidato a Metropolitana Milanese la progettazione esecutiva del restauro, anche per «la carenza di organico del personale interno alla direzione tecnica comunale», si legge nell’apposita determina di Palazzo Marino. L’incarico a Mm comprende anche le indagini per l’individuazione della presenza di amianto. E l’amianto spunta. L’ennesimo incidente di percorso sulla strada del restauro del Lirico, chiuso ormai da 16 anni. Tanti, troppi, per uno dei gioielli della cultura milanese, dove si è esibito Gaber con il suo teatro-canzone, dove sono andate andate in scena le opere di Brecht curate da Giorgio Strehler, dove l’Orchestra Verdi ha avuto la sua casa per anni.

Il 2005 sembrava l’anno buono per avviare il restauro. L’operazione di demolizione interna era partita, ma quella di ricostruzione non è mai iniziata. La cordata di imprese capeggiate da Gianmario Longoni aveva vinto il bando ma non è riuscita a portare a termine la ristrutturazione. Nel 2007 il progetto di Longoni è stato duramente contestato dall’allora assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi. Il vulcanico critico d’arte prestato alla politica ha difeso a spada tratta la struttura del Lirico concepita dal Cassi Ramelli, una struttura che secondo Sgarbi veniva stravolta dal nuovo progetto. Risultato: riqualificazione bloccata, Longoni getta la spugna. Si riparte da zero. Nel 2012 la Giunta Pisapia, da un anno al governo della città, ha fatto partire un bando per la ristrutturazione e la gestione. La promessa del sindaco in quei giorni? «Il Lirico riaprirà entro il 1° maggio 2015, il primo giorno dell’Expo». Nulla di fatto. Nessuna offerta pervenuta. In tempi di teatri in crisi, i privati non credono in un investimento sul Lirico. Il Comune, allora, cambia strategia, finanzia con soldi pubblici il restauro e si appella ai privati solo per gli arredi. E siamo ai giorni nostri. Spunta l’amianto, lavori rinviati.

massimiliano.mingoia@ilgiorno.net