Taxi in piazza della Repubblica durante uno sciopero a Roma il 26 marzo 2021 (Ansa)
Taxi in piazza della Repubblica durante uno sciopero a Roma il 26 marzo 2021 (Ansa)

Roma, 9 novembre 2021 -  I taxi sono pronti allo sciopero nazionale contro il disegno di legge sulla Concorrenza. La data prevista per lo stop delle 40mila auto bianche in tutto il Paese è il 24 novembre, ma dovrà essere confermata dalla Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Ci sarà anche una grande manifestazione a Roma. E se non ci sarà una risposta positiva altre iniziative saranno messe in campo.

Ddl concorrenza: taxi, assicurazioni, ambulanti. Cosa cambia

I motivi della protesta

A suscitare i malumori è, come detto, la versione del dl Concorrenza varata dal governo lo scorso 5 novembre, che contiene non poche novità per imprese, enti locali e cittadini. Riguardo il settore taxi e ncc, l’obiettivo è quello di promuovere la concorrenza nel conferimento delle licenze e tutelare i consumatori. Con un decreto, entro sei mesi, il governo dovrà "adeguare l'offerta di servizi alle nuove forme di mobilità esistenti che utilizzano app e piattaforme tecnologiche" per connettere passeggeri e conducenti, "riducendo gli adempimenti amministrativi" a carico degli esercenti degli autoservizi. 

Da subito le associazioni di categoria dei tassisti hanno parlato di "liberalizzazione selvaggia": "L’ipotesi di introdurre il comparto del trasporto pubblico non di linea nel ddl concorrenza è per noi inaccettabile. Siamo pronti alla mobilitazione", avevano annunciato uniti Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Tam, Satam, Claai, Unimpresa, Usb taxi, Or.S.A taxi, Ati Taxi, Fast Confsal e Associazione Tutela Legale Taxi.  La protesta era quindi già nell'aria e oggi è stata decisa in una riunione in videoconferenza durata più di tre ore, alla quale hanno partecipato 23 sigle sindacali.

Le richieste dei tassisti

I tassisti chiedono quello che è già stato fatto per le norme sulle concessioni balneari e sugli ambulanti e vogliono quindi lo stralcio dell'articolo 8 del ddl Concorrenza in cui si parla di una revisione della disciplina in materia di trasporto pubblico non di linea con la "promozione della concorrenza, anche in sede di conferimento delle licenze, al fine di stimolare standard qualitativi più elevati" e la "garanzia di una migliore tutela del consumatore nella fruizione del servizio, al fine di favorire una consapevole scelta nell’offerta".

"È un paradosso tutto italiano che siano state escluse dal ddl Concorrenza categorie come gli ambulanti che avrebbero dovuto essere incluse, mentre ci sono i taxi che, come le ambulanze, secondo la Bolkestein non dovevano essere inseriti - è la critica di Walter Drovetto, vice segretario nazionale Ugl Taxi -. È un accanirsi contro la nostra categoria, è arrivato il momento di dire basta. Lo sciopero è solo la prima iniziativa, non ci fermeremo qui".

"Quando si aspettano per tre anni dei decreti attuativi e un dpcm che regolamenti le piattaforme tecnologiche - sostiene su Facebook il portavoce nazionale di Federtaxi Cisal, Federico Rolando -, che potevano essere fatti in un giorno, viene da pensare che non ci sia mai stata la volontà di farli. Tutto a favore di chi delle regole non vuole nemmeno sentirne parlare".