Ieri è stato il primo giorno del ritorno del caffè al banco e del servizio al chiuso
Ieri è stato il primo giorno del ritorno del caffè al banco e del servizio al chiuso
di Giovanni Rossi Tavolate in zona bianca al centro del dibattito. Anche all’interno del governo. Il limite dei 4 clienti al tavolo, almeno fino a ieri sera, sembrava che valesse anche per le zone bianche. Perché questa era, anzi è, la linea del ministro della Salute, Roberto Speranza. Ma in serata il ministro per gli Affari regionali, Maria stella Gelmini, dopo il pressing dei governatori, sente il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, per risolvere positivamente e superare l’interpretazione sul limite massimo di 4 persone. Il limite massimo di 4 persone – viene fatto notare – si applica solo in zona...

di Giovanni Rossi

Tavolate in zona bianca al centro del dibattito. Anche all’interno del governo. Il limite dei 4 clienti al tavolo, almeno fino a ieri sera, sembrava che valesse anche per le zone bianche. Perché questa era, anzi è, la linea del ministro della Salute, Roberto Speranza. Ma in serata il ministro per gli Affari regionali, Maria stella Gelmini, dopo il pressing dei governatori, sente il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, per risolvere positivamente e superare l’interpretazione sul limite massimo di 4 persone.

Il limite massimo di 4 persone – viene fatto notare – si applica solo in zona gialla (art. 27 DPCM 2 marzo 2021). Per la zona bianca, è l’interpretazione dell’ufficio legislativo del ministero per gli Affari regionali, questa restrizione si intende superata. Il contrordine all’immaginato ’liberi tutti’ era arrivato dopo frenetiche ore di consultazioni legislative ai massimi livelli, dietro sollecitazione anche di molti prefetti. Ma il pressing dei governatori guidati da Fedriga, anche quelli delle zone gialle, contro questa restrizione ha finito per mostrare come questa misura rimanga ancora controversa. Anche all’interno del governo stesso, con due diverse interpretazioni: quella iniziale del ministero della Salute e quella arrivata in serata, da parte del ministero degli Affari Regionali. Dovrà essere trovata una sintesi.

Tutto ciò succede, neanche a farlo apposta, nel giorno del ritorno del caffè al banco in tutti i bar e della riapertura dei ristoranti al chiuso sia a pranzo sia a cena (con obbligo di mascherina all’entrata e all’uscita del locale o quando si va in bagno). Le novità riguardano "360mila bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi", secondo il conteggio di Coldiretti, con "un recupero di 47 miliardi di spesa" – stima Confesercenti – di qui a fine anno. Ecco perché il rinvio delle tavolate a tempi migliori, se dovesse prevalere la linea del ministero della Salute, rischia di rovinare l’umore di gestori e clienti. "È inaccettabile ricevere solo ora, a mezzo stampa, a tre ore dal servizio serale, un’interpretazione del ministero della Salute, giuridicamente incomprensibile, che limita il numero dei commensali a quattro – aveva tuonato la Federazione italiana pubblici esercizi contro il dicastero guidato da Speranza ieri mattina –. Questa è una grave mancanza di rispetto nei confronti di centinaia di migliaia di imprenditori costretti per l’ennesima volta a improvvisare. Confidiamo in un ripensamento". Ma l’interpretazione del ministero degli Affari Regionali non ha fugato ancora tutti i dubbi.

Intanto un altro interrogativo resta sospeso. È quello del numero massimo di commensali ai tavoli di cerimonie, feste e banchetti organizzati ai sensi di legge, con obbligo di pass verde per i presenti. A rigor di logica, dovendo gli invitati essere in regola con le prescrizioni sanitarie (certificato vaccinale o di guarigione, oppure referto negativo di tampone antigenico o molecolare), parrebbe scontata la massima libertà di organizzazione delle tavolate. Ma in una materia così scivolosa e generosa di interpretazioni contrapposte, ora sono gli esercenti a reclamare una chiara disposizione operativa.