Firenze, 8 dicembre 2014 - Poteva una comunicazione del ministero essere chiara e comprensibile da tutti? Certo che no e il pasticcio della sospensione del pagamento dei tributi nei comuni colpiti dal maltempo ne è la prova. L'antefatto: il Mef (Ministero dell'economia e delle finanze) venerdì scorso ha diramato la notizia: stop a versamenti e adempimenti tributari in scadenza nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 20 dicembre 2014 per i residenti nei comuni colpiti dal maltempo. C'è un elenco preciso, che pubblichiamo più in basso: si tratta di quarantuno comuni toscani coinvolti nell'alluvione del 19 e 20 settembre e tredici della provincia di Foggia per i danni del maltempo sempre dello scorso settembre.

Ora, nella nota del ministero ci sono alcuni punti chiari: il provvedimento riguarda tutti, sia le persone fisiche che le persone giuridiche, quindi sia privati che aziende. E fin qui va bene. Inoltre riguarda solo i residenti di questi comuni: nella provincia di Firenze sono Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Capraia e Limite, Cerreto Guidi, DIcomano, Firenze, Firenzuola, Fucecchio, Lastra a Signa, Londa, Marradi, Montelupo, Palazzuolo, Pontassieve, Scandicci, Scarperia e San Piero, Signa e Vinci; nella provincia di Lucca si tratta di Altopascio, Camaiore, Capannori, Lucca, Montecarlo, Massarosa, Pietrasanta, Porcari e Viareggio. Nella provincia di Pisa invece stop ai versamenti dei tributi a San Giuliano Terme e Vecchiano; in provincia di Pistoia il provvedimento riguarda Lamporecchio, Larciano, Monsummano Terme, Quarrata, Pistoia, Pieve a Nievole, Pescia e Serravalle Pistoiese. Infine la provincia di Prato con i comuni di Carmignano, Montemurlo, Prato e Vernio. Altri punti fermi: chi ha già pagato non ha diritto ad alcun rimborso. Infine, si sta parlando degli adempimenti fiscali compresi (per la Toscana) tra il primo settembre e il 20 dicembre.

Panico nei comuni interessati: cosa fare? Prima di tutto nemmeno gli addetti ai lavori (ad esempio gli assessori al bilancio) sanno spiegarsi il criterio di scelta dei comuni i coinvolti. Ad esempio l'assessore al bilancio del Comune di Prato, Monia Faltoni, che dice: "Mi chiedo anch'io come sia stato possibile questo caos senza che il Comune abbia nemmeno chiesto lo stato di calamità".  E l'assessore al bilancio del Comune di Firenze, Lorenzo Perra: "Il comunicato stampa del ministero non trova riscontri ufficiali, quindi attenetevi alle norme vigenti". In altre parole: non ci sono decreti sulla Gazzetta ufficiale e un comunicato stampa non è una fonte di legge. Quindi... meglio pagare nei tempi previsti.

In alcuni casi, oltretutto, si tratta di comuni appena lambiti dal maltempo, con danni lievissimi e circoscritti a pochi residenti. Secondo punto critico: ma non potevano i burocrati romani specificare di quali adempimenti fiscali si sta parlando? Quelli nazionali, come Irpef e Iva, o anche quelli locali come Imu, Tari e Tasi? Non si sa. Viene solo specificato che "le ritenute devono essere comunque versate". Infine: sospensione per quanto tempo? Da non trascurare, in ultima analisi, che i comuni interessati ovviamente facevano conto su quelle entrate e rischiano di vedere i loro conti sballati senza nemmeno che le stesse municipalità abbiano chiesto alcunché allo Stato, magari proprio perché danneggiate solo lievemente dal maltempo di settembre.

Insomma, un grande pasticcio. Quando si parla di fisco, il contribuente è considerato una nullità, un limone da strizzare che non ha nemmeno il diritto di sapere cosa sta pagando. Questo caos sul maltempo ne è l'ennesima dimostrazione, che segue peraltro a stretto giro di posta la figuraccia di poche settimane fa quando lo stesso ministero incluse Serravalle Pistoiese tra i presunti comuni rimasti vittime del maltempo di ottobre. In realtà il Comune non aveva subìto nessun danno. Per sicurezza, Serravalle è stato rimesso anche in questo elenco. Gli abitanti del comune tra Pistoia e Montecatini non potranno certo dire di non essere benvoluti dall'Erario.