Annata scarsa per il re della tavola d’autunno: il tartufo bianco. L’assenza di piogge estive sta rendendo poco fruttuosa la cerca dei tartufai che, coi loro cani, mai come quest’anno faticano a cavare questi "diamanti" tuberiformi. Pezzature piccole, da neanche 20 grammi, un tempo erano snobbate dai commercianti, ma ora sono richieste e ben quotate per garantire ai ristoratori le preziose trifole nel menu. Tanto che è in crescita la coltivazione del tartufo. Una coltura favorita nelle Marche dall’Assam – Centro Tartuficoltura e Tartufi – con sede a Sant’Angelo in Vado (Pesaro Urbino), che dal 2004, spiega il direttore Gianluigi Gregori, ha messo a punto un metodo integrato di coltivazione. Il Centro ha censito 20 pionieri tartuficoltori del bianco ai quali è stato fornito un parere scientifico sui parametri geologici, di vegetazione e il Ph che rendono idoneo l’avvio della coltivazione, favorita dalla piantumazione di querce e arbusti con radici micorizzate, prodotte e commercializzate dal vivaio della Regione Marche, ma anche da privati.