Tap, il governo: si va avanti (Ansa)
Tap, il governo: si va avanti (Ansa)

Roma, 26 ottobre 2018 - Il Tap, la pipeline che attraversa l'Adriatico e porterà in Italia il gas azero, si farà. Ad annunciarlo è stato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Interrompere la realizzazione dell'opera - ha annunciato il premier -  comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi di euro. In ballo ci sono numeri che si avvicinano a quelli di una manovra economica. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, non lasciando nulla di intentato. Ora però è arrivato il momento di operare le scelte necessarie e di metterci la faccia. Prometto un'attenzione speciale alle comunità locali perché meritano tutto il sostegno da parte del governo"

"Da quando ci siamo insediati abbiamo fatto quello che non è mai stato fatto in precedenza. Abbiamo effettuato un'analisi costi-benefici - prosegue la nota di Conte - abbiamo dialogato con il territorio, abbiamo ascoltato le istanze e studiato i documenti presentati dalle autorità locali. Ad oggi non è più possibile intervenire sulla realizzazione di questo progetto che è stato pianificato dai governi precedenti con vincoli contrattuali già in essere. Gli accordi chiusi in passato ci conducono a una strada senza via di uscita". L'opposizione del M5S al gasdotto finisce qui. 

Durissima la reazione dei No Tap.  "E' stata una presa in giro" dice Gianluca Maggiore, leader del movimento No Tap, dopo l'annuncio del premier Conte sul via libera al gasdotto Tap in Salento. "È chiaro - dice - che la nostra battaglia continuerà, come è chiaro che tutti i portavoce locali del M5S che hanno fatto campagna elettorale qui e che sono diventati addirittura ministri grazie ai voti del popolo del movimento No Tap, si devono dimettere adesso. Vogliamo vedere se gli eletti del Movimento Cinque Stelle saranno dalla parte della popolazione dimettendosi o dalla parte di chi vuole imporre l'opera con la forza". "Sono deluso e amareggiato per l'atteggiamento che ha avuto questo Governo del presunto cambiamento - dice Potì - rispetto a tutte le criticità che ci sono e che permangono essendo ancora 'sub judicè e che possono arrivare a sospendere le autorizzazioni". "Sono ancora più deluso dalle dichiarazioni di Conte, che parla di ristori per le comunità e di vicinanza ai territori. Il primo ministro può starsene a Roma. Le comunità di questi territori - conclude - non vogliono essere ristorate, né vogliono vicinanza, perché non hanno trovato in questo Governo e nelle forze politiche che lo sostengono il coraggio e la volontà politica di cambiare rispetto a quest'opera verso cui si è dichiarato sempre e totalmente la contrarietà".

Nel M5S, e specialmente nei parlamentari pugliesi c'è molto malumore, e così in una parte della base del Movimento. "Sulla Tap il ministro Costa sbaglia ancora. La mancata ottemperanza di varie prescrizioni risulta evidente. Confidiamo quindi nel lavoro della magistratura", protestano i senatori M5s Lello Ciampolillo e Saverio De Bonis e la deputata Sara Cunial. Mentre, dalla Lega, Matteo Salvini esulta. "Avere l'energia che costera' meno a famiglie e imprese e' fondamentale, quindi avanti coi lavori",
afferma il ministro dell'Interno.

E anche il Pd _ governatore Emiliano a parte, è soddisfatto. "Esattamente come avevamo annunciato _ dice il senatore Andrea Ferrazzi, capogruppo del Pd in commissione Ambiente _ si ripete per Tap il film visto con l'Ilva. I 5 Stelle dovranno rispondere ai loro elettori delle bufale raccontate in campagna elettorale". Dura con M5S anche Forza Italia "Come era chiaro sin dall'inizio, il gasdotto Tap si farà. I Cinquestelle _ attacca Barbara Carfagna _ hanno preso in giro i cittadini pugliesi alimentando false illusioni e fatto perdere tempo a tutto il Paese. Sono tutti coinvolti: il premier Giuseppe Conte che si è prestato ad una pantomima dopo avere promesso alla Casa Bianca che avrebbe autorizzato il gasdotto, il vice premier Luigi Di Maio che parlava di un'opera "non strategica", la ministra per il Mezzogiorno Barbara Lezzi e financo Alessandro Di Battista che, prima di partire per il lungo viaggio, promise di fermare l'opera "in due settimane". Hanno perso tutti la faccia. C'è chi si è dimesso per molto meno".

La precondizione della decisione di Conte. era stato il nulla osta del ministero dell'Ambiente al completamento della Tap, comunicato ieri a Conte ma reso noto oggi. "In data odierna - ha annunciato il ministro dell'Ambiente Sergio Costa - ho trasmesso al premier Giuseppe Conte le valutazioni di legittimità svolte dal Ministero dell'Ambiente sulla Valutazione di impatto ambientale rilasciata dallo scorso governo sul progetto Tap. Anche nei punti contestati non sono emersi profili di illegittimità, indipendentemente dal merito, in quanto la Commissione Via - unico soggetto titolato a pronunciarsi - ha ritenuto ottemperate le prescrizioni". Il lavoro di valutazione da parte del Ministro, spiega Costa,  "è durato ininterrottamente per più giorni, durante i quali sono state esaminate oltre mille pagine di documenti e c'è stata anche una nuova interlocuzione con Ispra su alcuni aspetti delle varie fasi della procedura""La valutazione fatta dal ministero dell'Ambiente - prosegue Costa - esula dal mio pensiero personale e dal mio convincimento politico, se l'opera sia giusta o no. Ma nella fase attuale ogni valutazione da parte del ministero deve essere fatta solo ed esclusivamente sulla base del principio della legittimità degli atti e non sul merito tecnico dei medesimi in quanto non consentita dall'Ordinamento". Ciò detto, "è bene sottolineare che parliamo di un procedimento già autorizzato e concluso nel 2014, su cui si è espresso il Consiglio di Stato con sentenza 1392 del 27 marzo 2017 confermandone definitivamente la legittimità - ricorda Costa -. Tuttavia, come è stato detto, abbiamo ascoltato tutte le osservazioni provenienti dal territorio, sia dai portavoce del Movimento 5 Stelle sia dal comune di Melendugno"..

 

"Ricordiamo - avverte Costa - che l'opera è stata già autorizzata dal precedente governo e che i ricorsi sulle autorizzazioni già in passato non hanno trovato gli esiti giudiziari sperati dai cittadini. In questo percorso, nella fase finale, è arrivato il nostro governo. Abbiamo in particolar modo riesaminato quelle prescrizioni che, secondo i rilievi provenienti dai territori, non sarebbero state ottemperate. Ricordiamo che la Valutazione di impatto ambientale è stata rilasciata sul progetto definitivo che, per sua natura, è suscettibile di adattamenti in fase esecutiva, e pertanto le prescrizioni possono essere aggiornate via via che in tale ultima fase dovessero emergere nuove e mutate situazioni".

 

Che si andasse verso un via libera era ormai opinione comune, nonostante il M5S avesse sposato prima delle elezioni, con il governatore della Puglia Michele Emiliano (Pd) e sindaci ed associazioni  la battaglia per fermare l'opera. Durante la manifestazione 'Italia a 5 stelle', nell'agorà dedicata alla Puglia, la consigliera regionale ed ex candidata alla Presidenza, Antonella Laricchia, ha spiegato ai cittadini che il Cinquestelle "ce la sta mettendo tutta e continueremo a mettercela tutta, perché siamo contro il Tap", ma "le autorizzazioni sono state già date da altri governi". Mani legate, dunque per l'esecutivo, proprio come spiegato pochi giorni fa dal ministro Lezzi, che amise che "il sentiero è molto stretto" e sottolineò i rischi di un'azione impositiva del governo: "Mollare tutto di colpo sarebbe un esborso troppo alto per lo Stato, tra penali e codicilli da ripagare". E Conte oggi ha confernato questa linea.  

Delusi enti locali e il governatore della Puglia Michele Emiliano.  "Nonostante i comizi di Di Battista e della Lezzi - ha sottolineato Michele Emiliano - nei quali dicevano che se avessero vinto le elezioni in 15 giorni avrebbero cancellato l'opera, mentre sapevano già da allora - perché le carte erano uguali allora come oggi - che questa era una balla da campagna elettorale, quella balla l'hanno detta". Contro Tap si è recentemente espressa anche Leu. "La Tap - si legge in un'interrogazione dei deputati di Liberi e Uguali, primi firmatari Nicola Fratoianni e Rossella Muroni, presentata a Montecitorio - dovrebbe essere bloccata percheé troppe procedure autorizzative sono state condotte in maniera illegittima, senza i necessari approfondimenti sulla correttezza, sull'utilità dell'opera e sui vantaggi costi-benefici. E ci pare che anche questo governo, in linea con i precedenti, non abbia voluto dedicare i necessari sforzi per bloccare davvero Tap".

Ci vorrà però tempo perchè i lavori possano ripartire perché il cantiere Tap in località 'Le Paesane' a Melendugno (Lecce) è ancora bloccato in quanto nei giorni scorsi il gip del Tribunale di Lecce, Cinzia Vergine, ha rigettato la richiesta di dissequestro dell'area, di circa quattro ettari, avanzata dalla multinazionale. Il cantiere in questione, che riguarda i lavori a terra del gasdotto, fu sottoposto a sequestro probatorio il 27 aprile scorso. Si tratta del cosiddetto 'cluster 5', in cui Tap aveva espiantato 477 ulivi per poter procedere alla posa di un tratto di condotta. Subito dopo l'espianto, però, scattarono i sigilli in seguito a un esposto presentato da alcuni parlamentari del M5S. I reati ipotizzati sono: opere eseguite in assenza di autorizzazione, distruzione e deturpamento di bellezze naturali, distruzione o deterioramento di piantate di alberi, abusivismo in aree sottoposte a vincolo. Il progetto del gasdotto Tap è anche al centro di un'altra inchiesta della Procura di Lecce, relativa alla mancata applicazione della Legge Seveso al progetto, nella parte che riguarda il terminale di ricezione del gas.