Avrebbe preteso invano una tangente di 500mila euro (poi scesa a 300mila) per far approvare un appalto ventennale (mai aggiudicato) da 53 milioni per la gestione dell’illuminazione pubblica a Foggia e intascato una mazzetta di almeno 32mila. Sono queste le accuse con le quali è stato posto agli arresti domiciliari il sindaco dimissionario di Foggia, il leghista Franco Landella (nella foto). Ai domiciliari anche i consiglieri Dario Iacovangelo e Antonio Capotosto (già arrestato lo scorso 30 aprile ed ora ricoverato in ospedale) e l’imprenditore edile Paolo Tonti. La moglie di Landella, dipendente comunale, è stata interdetta per 10 mesi dai pubblici uffici. Tutti gli indagati sono accusati di corruzione, reato per il quale sono indagati a piede libero altri 4 consiglieri di maggioranza: Consalvo Di Pasqua, Pasquale Rignanese, il presidente del consiglio comunale Lucio Ventura e Leonardo Iaccarino (ex presidente del Consiglio comunale noto per le pistolettate esplose dal balcone di casa la notte di capodanno e già arrestato lo scorso 30 aprile).