Fare un tampone rapido dal medico di famiglia o del pediatra costerà 18 euro se eseguito nello studio del professionista. Se invece verrà somministrato in una struttura delle asl al medico saranno pagati 12 euro. I soldi verranno intascati dai medici, ma pagherà sempre lo Stato (per il cittadino in ogni caso sarà gratuito). Coronavirus, il bollettino del 28 ottobre...

Fare un tampone rapido dal medico di famiglia o del pediatra costerà 18 euro se eseguito nello studio del professionista. Se invece verrà somministrato in una struttura delle asl al medico saranno pagati 12 euro. I soldi verranno intascati dai medici, ma pagherà sempre lo Stato (per il cittadino in ogni caso sarà gratuito).

Coronavirus, il bollettino del 28 ottobre

L’accordo con i sindacati dei medici convocati ieri pomeriggio dalla Sisac (Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati) non è ancora stato firmato poiché alcuni punti sono in discussione, ma la sigla dovrebbe arrivare a breve. Il testo, che confluisce nell’Accordo collettivo nazionale stralcio (il contratto di lavoro dei medici convenzionati), prevede l’obbligatorietà per tutti i medici di medicina generale di eseguire i test rapidi. Il nodo della trattativa è proprio l’obbligatorietà per i medici di base di eseguire i tamponi. I sindacati, infatti, hanno insistito affinché l’adesione sia esclusivamente su base volontaria. Non sarebbero più a carico dei professionisti la formazione e la manutenzione delle apparecchiature. Mentre sarà il commissario Arcuri a fornire i tamponi rapidi antigenici (circa 2 milioni) e dispositivi di protezione individuale. Si potrà accedere previo triage e prenotazione. Possibili anche tamponi a domicilio.

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"L’operazione ‘tamponi negli studi dei medici di famiglia’ è un bluff. Con i 30 milioni di euro disponibili nel Dl ‘Ristori’ considerando una media di 15 euro a tampone, potranno essere erogati 2 milioni di test dai 50mila medici di famiglia italiani, in due mesi. Meno di un tampone al giorno per camice bianco: inutile", dice il segretario nazionale della Fp Cgil Medici, Andrea Filippi.

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red. int.