Il premier Mario Draghi, 74 anni, al G20 straordinario sull’Afghanistan
Il premier Mario Draghi, 74 anni, al G20 straordinario sull’Afghanistan
Una settimana sotto schiaffo. Poi, alla vigilia del “Green pass day“, la destra cerca di uscire dall’angolo. Per la prima volta dopo molto tempo, Salvini indossa i panni del leader della coalizione e lancia un appello – con l’immancabile frecciata avvelenata a Luciana Lamorgese – al premier: "Questo clima non può continuare e siccome di alcuni ministri non mi fido, mi rivolgo al manager del governo: non c’è rischio di ritorno al fascismo o al nazismo, tirare gli scheletri fuori dagli armadi non fa bene né al governo né all’Italia". Lo ripete poche ore dopo a Draghi nel corso del primo degli incontri settimanali decisi dopo la maretta sulla riforma del catasto: "Devi ottenere una pacificazione nazionale. La delegittimazione continua nei confronti del centrodestra, e in...

Una settimana sotto schiaffo. Poi, alla vigilia del “Green pass day“, la destra cerca di uscire dall’angolo. Per la prima volta dopo molto tempo, Salvini indossa i panni del leader della coalizione e lancia un appello – con l’immancabile frecciata avvelenata a Luciana Lamorgese – al premier: "Questo clima non può continuare e siccome di alcuni ministri non mi fido, mi rivolgo al manager del governo: non c’è rischio di ritorno al fascismo o al nazismo, tirare gli scheletri fuori dagli armadi non fa bene né al governo né all’Italia". Lo ripete poche ore dopo a Draghi nel corso del primo degli incontri settimanali decisi dopo la maretta sulla riforma del catasto: "Devi ottenere una pacificazione nazionale. La delegittimazione continua nei confronti del centrodestra, e in particolare di Lega e Fd’I, deve finire".

Draghi apre sugli sconti ai tamponi

Figuriamoci se il premier non vuole evitare che la tensione salga: è evidente che nessuna maggioranza può reggere il clima rovente delle ultime settimane. Ovviamente, molto è dovuto ai ballottaggi, però chiuse le urne lunedì i partiti si lanceranno nella campagna per il Quirinale prima e per le politiche dopo. Insomma non c’è nessuna garanzia che l’aria si alleggerisca da sola. Ma si sa che Draghi tende a farsi coinvolgere il meno possibile nelle beghe dei partiti che lo sostengono. Il solo appiglio è quello scioglimento di Forza nuova sul quale il Parlamento si pronuncerà martedì. La ministra dell’Interno non può procedere senza una sentenza della magistratura e non ha alcuna intenzione di accontentarsi di un eventuale rinvio a giudizio (tra l’altro non sarebbe neppure nelle sue facoltà). Il presidente del consiglio potrebbe prendere una decisione politica ma per farlo avrebbe bisogno del consenso dell’intera maggioranza, obiettivo fuori portata. È molto probabile dunque che non si procederà per decreto per mettere fuori legge FN: segnale concreto di un tentativo di svelenire il clima.

In realtà la pacificazione che preoccupa di più Chigi è con quella parte del paese, minoritaria ma non insignficante, che rifiuta il Green pass. La proposta di mediazione di Salvini passa per l’allungamento dei tempi del tampone rapido da 48 a 72 ore e per la gratuità o almeno per la vendita a prezzo molto calmierato dei test, richiesta avanzata anche da Beppe Grillo. Sulle 72 ore, però, il ministero della Salute è inflessibile: i dati scientifici garantiscono la validità dei tamponi solo per 48 ore, e anzi secondo Speranza estendere di un giorno la validità significa mettere in libertà un esercito di positivi. Diverso il discorso per quanto riguarda la gratuità: concederla sarebbe una sconfitta sonora politica e Draghi, almeno per ora, non intende subirla. Ufficialmente, il governo vede di buon occhio la scelta di molte grandi aziende di accollarsi il costo dei tamponi. È probabile che, con la dovuta discrezione, palazzo Chigi abbia esercitato una qualche pressione con lo strumento della moral suasion, ma per quanto riguarda le piccole e medie industrie è una strada poco praticabile. Per questo il premier – anche al netto dei timori delle Regioni che ipotizzano test salivari o fai da te "per far fronte disagi", come spiega il presidente Fedriga – aspetta di verificare quale sarà la situazione reale a partire da domani. Ha ben presente le difficoltà e i cortocircuiti che potrebbero paralizzare interi settori. Ecco perchè a Chigi si monitora la situazione: in programma oggi un incontro con i sindacati per parlare di sicurezza sul lavoro, ma non c’è dubbio che il discorso si allargherà. Come è successo con Salvini che ha messo sul tavolo anche temi economici, chiedendo non solo di portare la soglia della flat tax a 100mila euro, ma pure di difendere almeno in parte quota 100: "Non si può tornare alla legge Fornero". Un terreno minato: senza raggiungere un accordo subito la riforma delle pensione potrebbe diventare il prossimo problema enorme.