di Antonio Troise Le risorse sono poche. E al ministero dell’Economia, Daniele Franco hanno già fissato due paletti. Il primo: la riforma dovrà essere compatibile con gli obiettivi di risanamento dei conti. Il secondo: non potranno essere utilizzare le risorse Ue del Pnrr. Tre gli interventi contenuti nella delega per...

di Antonio Troise

Le risorse sono poche. E al ministero dell’Economia, Daniele Franco hanno già fissato due paletti. Il primo: la riforma dovrà essere compatibile con gli obiettivi di risanamento dei conti. Il secondo: non potranno essere utilizzare le risorse Ue del Pnrr. Tre gli interventi contenuti nella delega per la riforma del fisco, che potrebbe approdare in settimana in Consiglio dei ministri.

ALIQUOTE IRPEF

L’idea per rimodulare le aliquote Irpef è quella di agire sulla fascia intermedia, fra i 28 e i 55mila euro di reddito annuo, particolarmente penalizzata a causa dell’attuale scalone: l’aliquota balza, infatti, dal 27 al 38%. Troppo costoso tagliare da 5 a 3 degli scaglioni, ma anche un intervento diretto di riduzione delle aliquote è molto costoso: ogni punto in meno costa 3 miliardi di euro, con effetti modesti sui redditi.

TAGLIO IRAP

La tassa che grava sulle attività produttive potrebbe confluire nell’Ires. In ogni caso, per lo Stato, verrebbero a mancare circa 3 miliardi di entrate: troppo. L’idea alternativa è quindi di far rientrare l’Irap nell’Ires per le grandi imprese (che non avrebbero, quindi, molti vantaggi) ed eliminare l’imposta solo per le partite Iva.

CUNEO FISCALE

Il governo vuol intervenire sulla differenza fra quello che paga il datore di lavoro e lo stipendio percepito dai dipendenti. Per finanziarlo il governo sta pensando di utilizzare la Cassa Unica sugli Assegni Familiari, uno degli oneri che pesano sulla busta paga e che è a carico degli imprenditori. Il costo sarebbe di circa 2 miliardi. Favorite le famiglie che pagano i contributi per badanti e collaboratrici.