12 mar 2022

"Tagliagole siriani per massacrarci" Ma Kiev non si arrende alla ferocia

Il presidente ucraino: Mosca ha arruolato 16mila miliziani. I russi rapiscono un sindaco, non voleva ammainare la bandiera

alessandro farruggia
Cronaca

di Alessandro Farruggia

L’Ucraina resiste. E Zelensky – per mobilitare e motivare i suoi – rilancia dispensando ottimismo a piene mani. "Abbiamo già raggiunto una svolta strategica – ha detto il presidente ucraino in un video –. Siamo già sulla strada per la vittoria. Abbiamo bisogno di tempo, pazienza, saggezza, energia, dobbiamo fare il nostro lavoro nel miglior modo possibile. È impossibile prevedere quando, è impossibile dire quanti giorni ancora dobbiamo combattere per liberare la terra ucraina, ma vinceremo". In realtà, e sarà molto dura, l’obiettivo massimo più realitisco per Kiev è un prolungato stallo che porti a un cessate il fuoco.

ACCUSE ALLA RUSSIA

SU VOLONTARI SIRIANI

In Ucraina sarebbero in arrivo 16mila volontari mediorientali, in particolare siriani. Lo ha annunciato l portavoce del Cremlino Dmity Peskov, secondo il quale il ministro della Difesa russo ha dichiarato che "la maggior parte di coloro che hanno chiesto di combattere sono cittadini del Medio Oriente e siriani". Immediata la reazione di Kiev. "Razzi, bombe, artiglieria e ora mercenari siriani – ha attaccato Zelensky –. Mercenari che ora vanno a uccidere in una terra straniera. Sono assassini provenienti dalla Siria, Paese dove tutto è stato distrutto dagli occupanti".

CATASTROFE UMANITARIA

"Catastrofe umanitaria – ha attaccato Zelensky – è divenuto sinonimo di Federazione russa . Di notte, gli occupanti hanno bombardato una fabbrica di scarpe, un condominio, un asilo nido sul Dnepr. Per cosa? Come hanno minacciato lo Stato russo queste persone? Hanno distrutto case nei villaggi di Sumy. Torturano i residenti di Mariupol e di Kharkiv. Hanno sparato razzi contro Lutsk e Ivano-Frankivsk". Zelensky ha poi accusato Mosca di aver ancora attaccato il corridoio umanitario per Mariupol. "Le truppe russe non hanno smesso di sparare. Nonostante tutto, ho deciso di inviare un convoglio di veicoli a Mariupol, con cibo, acqua, medicine - ha detto Zelensky in un video -. Ma gli occupanti hanno lanciato un attacco con carri armati esattamente lungo questo corridoio".

FAKE SULL’ATTACCO

ALLA BIELORUSSIA

"L’Ucraina avrebbe voluto attaccare la Bielorussia se non fosse stato per l’attacco preventivo della Russia" ha detto il presidente Lukashenko al termine del colloquio con Vladimir Putin. L’ipotesi è altamente improbabile, ma Kiev rilancia in senso contrario: la Russia ha pianificato un attacco in Bielorussia per dare la colpa agli ucraini e trascinare Minsk nella guerra. "Il presidente russo Putin – dicono fonti ucraine – ha ordinato ai militari di effettuare una provocazione con un raid da parte di aerei russi al confine tra Bielorussia e Ucraina e a Lukashenko di iniziare a preparare l’offensiva della Bielorussia entro le 21 di oggi (ieri, ndr)". Anche qui, ha tutta l’aria di una fake news, e infatti la Bielorussia smentisce un attacco russo al villaggio di Kopan. "Le informazioni su un attacco a un villaggio bielorusso sono una vera sciocchezza", ha sostenuto il ministero della Difesa di Minsk.

SINDACO RAPITO

Il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov, accusato di non collaborare con gli occupanti russi, è stato sequestrato nel centro della città mentre stava distribuendo aiuti umanitari. Lo ha annunciato il consigliere del ministro degli Interni ucraino, Anton Gerashchenko, spiegando che "il primo cittadino è stato rapito da un gruppo di dieci russi che gli hanno messo un sacchetto di plastica in testa". Il capo del governo regionale di Kharkiv, Oleg Synegubov, ha pubblicato il video del rapimento del sindaco, nel quale si vedono alcuni militari in tuta mimetica portare fuori da un edificio quello che dovrebbe essere il primo cittadino, incappucciato. Nei giorni scorsi i russi avevano fatto pressioni – unendo minacce di morte alla promessa di una ricompresa economica – sul sindaco di Irpin, nord est di Kiev, perché si schierasse con loro. Invito respinto al mittente. "Irpin non si arrende, Irpin non si compra, Irpin combatte!" ha risposto Oleksandr Markushyn. E infatti.

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