Chirurghi in sala operatoria (Ansa)
Chirurghi in sala operatoria (Ansa)

Arezzo, 23 dicembre 2014 - Una tachipirina sbriciolata, venduta a 100 euro come fosse una dose di cocaina. C’è la droga alla base del litigio avvenuto a Tuoro, nella notte tra sabato e domenica, in cui il 47enne Domenico Bortot - secondo l’accusa - ha sferrato una pugnalata all’addome di un 35enne di Sarteano, ora ricoverato in prognosi riservata al San Donato di Arezzo e salvato dai medici della Fratta dove era stato inizialmente trasportato agonizzante.

L’arma, però, non è stata trovata, e l’indagato detenuto nel carcere di Capanne con l’accusa di tentato omicidio nega di aver accoltellato il toscano. La discussione - secondo la ricostruzione dei carabinieri - è iniziata all’interno di un locale. Stando alle indagini Bortot aveva venduto una pastiglia in polvere come cocaina all’amico dell’aggredito. Così, quest’ultimo, ha affrontato il 47enne e, alla fine, è caduto sull’asfalto di via Sette Martiri per la fitta allo stomaco.

Ieri la vittima, nonostante le gravissime condizioni, ha spiegato agli investigatori di essere stato stretto da Bortot, finché è arrivato il dolore improvviso. Dopo essersi sentito pungere si è accasciato. A discutere erano solo in due, a pochi metri da alcuni testimoni. Nel corso degli accertamenti si è parlato di un coltello con la punta a becco e il manico color avana, la possibile arma utilizzata. Quella lama è stata notata anche dalla compagna di Bortot, la quale però in caserma ha spiegato che l’indagato la teneva a casa e la utilizzava per andare nel bosco a cercare i funghi.

I militari della stazione di Tuoro, diretti dal maresciallo Giovanni Foglia, però, durante la perquisizione hanno trovato a casa del 47enne un cesto per i funghi contenente un altro innocuo coltello da cucina, con la punta stondata. Il pm Adragna vuol far luce sulla vicenda e ha ora intenzione di affidarsi ad una consulenza. 





Era stato arrestato dai carabinieri per tentato omicidio Domenico Bordot, un disoccupato di 47 anni residente a Tuoro sul Trasimeno. Secondo le ricostruzioni, sarebbe stato proprio lui ad avere un violento litigio con N. A., un trentacinquenne residente a Sarteano, verso l'una di notte vicino al bar Hannibal di Tuoro, finito con una brutta coltella all'addome per N. A..